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Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 18 Dicembre 2023

Oggi ci imbattiamo nell’annuncio dell’angelo a Zaccaria, anche se, mi colpiscono, nel brano, gli ultimi versetti, in cui la protagonista diventa Elisabetta.

Il testo richiama alcuni termini rinvenuti anche ieri, ove era stato descritto “ il sogno di Giuseppe “.

Anche Zaccaria e Elisabetta vengono definiti “ giusti “.

Anche l’angelo che appare a Zaccaria esordisce dicendogli di “ non temere “.

E allora possiamo cogliere il seguente messaggio.

Dio ascolta sempre le preghiere degli “ uomini giusti “.

Elisabetta era anziana e credeva, pertanto, di non poter piu’ avere un figlio.

A quei tempi non avere discendenza era una “ vergogna “, la “ sterilità “, che veniva imputata sempre alle donne, era un marchio di disonore.

Ma Dio non si dimentica di lei e preannuncia a suo marito che resterà incinta.

Quando cio’ avverrà Elisabetta esclamerà: “ Ecco che cosa ha fatto per me il Signore nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini “.

Ecco cosa ha fatto il Signore per me.

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E’ il riconoscimento dell’operare di Dio nella propria vita.

Tutti siamo oggi chiamati, sull’esempio di Elisabetta, a “ fare memoria “ di tutto cio’ che ha fatto il  Signore per noi.

E’ un esercizio importantissimo perché ci fa smettere di “ fare le vittime “, di “ lamentarci “ dei mille problemi che diciamo di avere.

Concentrarci su cio’ che “ abbiamo avuto in dono “ e non su “ cio’ che pensiamo ci manchi “ fa insorgere in noi la gioia, il desiderio di ringraziamento per il Signore e ci aiuta a “ non temere “ cio’ che, quotidianamente, accade nella nostra vita, che impareremo a vedere, come dicevo ieri, come “ Grazia di Dio “.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.