Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Aprile 2023

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I discepoli si mettono sulla barca e vogliono attraversare il mare e Gesù non è con loro. I discepoli sono affaticati perché devono remare contro vento e quando vedono Gesù che cammina sul mare hanno paura. Sono spaventati, è una cosa nuova veder camminare un uomo sul mare, ed ogni cambiamento, se ci pensiamo bene, ci fa paura.

Noi siamo abituati a costruirci un Dio a nostra immagine e qui troviamo un Dio vero che è più grande delle nostre aspettative, e ci manca la terra sotto i piedi. È un momento del Vangelo che mi fa molto riflettere: la paura dei discepoli ci guida in questa rivelazione che Gesù mette in atto; la rivelazione della Sua potenza sul mare, che rappresenta la forza del caos e del male all’opera nel mondo, causa nei discepoli un turbamento grande.

È come se entrasse nel cuore dell’uomo la paura di Dio, perché l’uomo non è più abituato a rimanere in intimo contatto con Lui. Solo quando Gesù ci dice “Io sono” possiamo riconoscerlo come il Dio che si era manifestato a Mosè sul monte Sinai: possiamo passare dal mare, simbolo della morte, alla terra, simbolo della vita.

Per riflettere

Anche noi spesso abbiamo paura di metterci nelle mani del Signore, paura che ci chieda qualcosa di così difficile e complicato che ci può far tremare l’anima e metta in evidenza tutte le nostre incapacità, la nostra vita che non è sempre lineare ma conosce domande e ripensamenti. Comunque ricordiamoci sempre che quando ci impegniamo sempre in qualche azione buona Dio è con noi e ci aiuterà sempre a portarle a termine.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi