…Oggi mi sono fatto provocare da questa parabola pensando che tutti i personaggi di questa pagina del vangelo abitano dentro noi, dentro me.
Purtroppo, infatti, non sempre riusciamo ad essere costanti e coerenti nella nostra vita, nel nostro discepolato e nelle nostre relazioni con Dio e con gli altri. Alla fine, lo dico simpaticamente, anche dentro di noi cโรจ una piccola legioneโฆ
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E cosรฌ,
โdammiโฆ quello che mi spettaโ non รจ un atteggiamento tanto lontano da chi, forse in un periodo di particolare stanchezza o difficoltร , chiede a Dio giustizia. Come a dire: โNon mi merito quello che sto vivendoโฆ avrรฒ anche io diritto ad un poโ di serenitร ? Dammi quello che mi spetta!โ Come se Dio fosse un jukebox, il genio della lampada, qualcuno da cui ottenere qualcosa.
โritornรฒ in sรฉโ รจ lโesperienza che facciamo ogni volta che tocchiamo con mano la nostra fragilitร , ogni volta che prendiamo coscienza dei nostri errori.
โsi indignรฒโ: cโรจ del figlio maggiore anche in ciascuno di noi, ogni volta che facciamo paragoni tra la nostra vita e quella degli altriโฆ ogni volta che viviamo la fede come senso del dovere non convinti della bellezza e bontร di ciรฒ che Dio e la chiesa ci chiedono e ci indicano.
Ma non buttiamoci troppo giรนโฆ anche noi, almeno ogni tanto, sappiamo fare come il padre della parabolaโฆ anche noi sappiamo andare oltre le beghe relazionaliโฆ quando comprendiamo che la comunione e la pace nelle relazioni sono piรน importanti dellโavere ragione in una lite.
Alla fineโฆ siamo tutti figli fragili desiderosi di abbracci paterni!
AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK
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