La Chiesa assomiglia a Gesรน?

Possiamo dire la stessa cosa di Gesรน nella somiglianza con Maria che lโha messo al mondo e lโha cresciuto e custodito con Giuseppe in quel periodo piรน lungo di vita a Nazareth di cui sappiamo poco?
Gesรน, nel vangelo di Luca, รจ come sempre un attento osservatore della realtร concreta, del modo di vivere la religione, del rapporto tra le persone e il mondo. Lui osserva, e poi indica la strada per trasformare quello che non funziona e riportarlo al piano di Dio. Gesรน anche in questa occasione di un banchetto punta a rivoluzionare le relazioni umane, dove funziona sempre la regola che il piรน ricco, il piรน forte e nobile sta al primo posto, mentre in fondo stanno sempre gli ultimi in tutti i sensi, ultimi dal punto di vista economico, sociale e di salute.
Gesรน con i due insegnamenti raccolti in questa pagina non vuole dare una lezione di furbizia e finta umiltร (โmettiti in fondo cosรฌ ti fanno passare avanti e fai bella figuraโฆโ), ma indica un mondo che va impostato alla rovescia rispetto ad una consolidata logica umana, che รจ dura a morire anche oggi e ritroviamo spesso anche nella Chiesa. Gesรน vuole un mondo dove gli ultimi sono primi, che รจ bello dare, non per ricevere, ma proprio per la bellezza del dare in sรฉ stesso, un mondo dove chi si sente lontano va ricercato per primo, dove non conta la carica, il titolo, ma solamente lโessere umano e i suoi bisogniโฆ Gesรน osserva il suo mondo come lo guarda Dio Padre dal cielo, e insegna a cambiarlo e a renderci protagonisti del cambiamento, anche se sembra unโutopia e siamo tentati di lasciarlo cosรฌ comโรจ.
Pensando a questo insegnamento di Gesรน durante il banchetto in casa del fariseo mi sono venute in mente le parole pronunciate da Maria, appena incinta di Gesรน, quando si reca in visita alla parente Elisabetta, e raccolte nella preghiera del Magnificat (vangelo di Luca capitolo 1).
Maria nel suo โmagnificatโ aveva giร visto questo mondo rovesciato da Dio, quando diceva โโฆha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuoteโฆโ.
Gesรน assomiglia a sua madre Maria, e Maria fa suo quello che le ha insegnato lo Spirito che lโha resa madre del suo Dioโฆ Cโรจ una sintonia profonda di parole e atteggiamenti tra Maria e Gesรน, cosรฌ come dovrebbe essere tra le nostre parole e gesti come Chiesa e quelli del nostro Signore, cosรฌ come sono raccontati nel Vangelo.
Chi mi incontra vede nel mio modo di fare quello di Gesรน? Chi vede la Chiesa, specialmente quando si raduna nel celebrare lโEucarestia, ritrova gli insegnamenti che Gesรน ha dato a quel fariseo e alla sua famiglia in occasione di quel banchetto? La Chiesa assomiglia a Gesรน?
Quante volte parlando della Santa Messa domenicale, che nel modo di viverla per noi cristiani dovrebbe essere il manifesto della nostra identitร , si รจ piรน preoccupati della forma esteriore del โcome fare bene e cosa non fareโฆโ, e del precisare โchi puรฒ e chi non puรฒโฆโ, โchi รจ degno e chi non รจ degnoโฆโ, โchi รจ dei nostri e chi noโฆโ.
Non vorrei che le nostre Messe domenicali si trasformino in quel tipo di banchetto che Gesรน demolisce, dove cโรจ spazio solo per chi รจ vicino e โdei nostriโ, solo per chi รจ ricco di onore e si merita di farne parte perchรฉ degno di fede e moralmente ineccepibile. Gesรน dice anche oggi: โquando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beatoโฆโ.
I poveri, gli storpi, zoppi e ciechi nel Vangelo erano quelli che in qualche modo erano considerati maledetti e non degni di Dio, erano coloro dai quali bisognava stare alla larga, mentre per Gesรน dovrebbero essere i primi, e lo erano di fatto per lui. Facciamo in modo allora che le nostre Messe domenicali non abbiamo piรน barriere e rigidi cancelli, e facciamo in modo che tutti si sentano invitati anche se non possono vantare una perfezione di vita e di fede che alla fine nessuno di noi ha e di cui davvero nessuno puรฒ vantarsi!
ร questo il mondo alla rovescia che Gesรน ha voluto costruire, che Maria sua madre ha immaginato, e che noi siamo chiamati oggi a mettere in pratica per assomigliare davvero al nostro Signore e Maestro, ed essere davvero beati…
don Giovanni
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Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)



