Discorsi lasciati in sospeso
Tutto quello che hanno fatto โ e di capolavori ne hanno firmato in numero pari ad infinito, con l’uomo e la donna a svettare su tutto il resto โ l’hanno fatto sempre assieme. Sin dall’inizio:ย ยซFacciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianzaยปย (Gen 1,26) disse Dio. Disseย facciamo, non disseย faccio: coinvolse, in quel suo primo gesto creatore, l’intera famiglia: Lui, il Padre per l’appunto, poi il Figlio (che giร esisteva ancor prima di venire al mondo a Betlemme), anche lo Spirito Santo, l’amore che li teneva uniti.
Vissero cosรฌ, stettero al mondo cosรฌ: in tre, sempre in compagnia. Non che l’uno fosse venuto al mondo per diventar la stampella dell’altro: ognuno con il suo carattere, il suo carisma, la sua forza di azione. Nessuno dei Tre, perรฒ, senza gli altri due รจ capace di sentirsi appagato nel cuore. Cosรฌ, dall’inizio –ย ยซFacciamo l’uomo!ยปย – fino alla fine, al momento in cui il Figlio, dopo aver soggiornato nel mondo, decise di lasciare che il mondo si mettesse a lavorare senza piรน fare il mantenuto. Li salutรฒ a Betania, ma non fu un addio il suo: solamente unย arrivederci.ย Perchรจ, alla fine di tutto, c’era ancora dell’altro da raccontarsi:ย ยซMolte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete in grado di portarne il pesoยป. Li lasciรฒ cosรฌ, col dubbio sulle labbra: โE che cosa avrร ancora da dirci?โ Non lo disse loro: non eran in grado di sopportarle!
Lasciรฒ loro un sospetto: che la solitudine dev’essere bellissima solamente quando si ha accanto qualcuno con cui potersi raccontare. E che tutto quello di cui loro avranno sempre bisogno รจ di qualcuno che tenga loro la mano e che cammini al loro fianco. Per questo disse:ย ยซQuando verrร lui, lo Spirito di veritร , vi guiderร a tutta la veritร ยป. Fu per questo che, invece di passare le loro serate seduti a guardarsi allo specchio per tenersi compagnia, gli amici suoi intuirono che si era solo all’inizio.
Perchรจ non disse: โQuesto รจ tutto, la seduta รจ chiusaโ, ma disse โQuesto รจ tutto, per il momentoโ. Lasciando intendere che la strada da percorrere รจ ancora lunga ma che, nel frattempo, si sono piantate le radici alla salvezza. D’ora innanzi, dunque, non dovranno spaventarsi se nel mondo, ogni tanto spesso, dovranno fare i conti con la solitudine: sarร il vizietto di riempire il loro tempo con delle finte compagnie la tentazione dalla quale rifuggire.
Perchรจ si puรฒ essere soli in mezzo ad un deserto ma si potrร essere molto piรน soli con tutta l’umanitร appresso: da solo con lo smartphone non sei mai veramente da solo, in compagnia con uno smartphone non sarai mai veramente in compagnia di qualcuno. La solitudine pesa, ma certe compagnie sotterrano. A noi la scelta.
Quei Tre, nel frattempo, han deciso che continueranno ad agire assieme, a non parlare mai ciascuno per conto proprio, ma tenendo sempre presente che l’uno, senza gli altri, non vale. Dev’essere pesantissima la solitudine se anche la divinitร cristiana, potendolo fare, scelse di non restare da sola ma di mettersi in compagnia per non fare sentire mai l’altro veramente da solo. Scelsero loro cheย insieme รจ bello, apprezzandosi vicendevolmente per il fatto di non essere l’uno la fotocopia dell’altro, ma rimanendo ognuno prototipo di se stesso.
Poi, quando fu l’ora che il mondo andasse avanti rimboccandosi le maniche, ricordarono al mondo che loro Tre, comunque, sarebbero rimasti uniti per intervenire in caso d’emergenza. E che nessuno avrebbe parlato a titolo personale, ma ciascuno a nome di tutti. Alternandosi a seconda della specificitร di carattere. Cosicchรจ se sarร lo Spirito a parlareย ยซprenderร da quel che รจ mio e ve lo annuncerร ยป. Parlerร lo Spirito, ma saranno le parole del Figlio condivise con il Padre. Tre: uguali, distinti, nessuno a far lo zerbino dell’altro. Ognuno potrebbe bastare a se stesso, ma siccome sanno star bene da soli, dispongono del privilegio di potersi scegliere con chi stare. Tre non รจ folla, รจ famiglia: l’uno conta tutto per gli altri.ย Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo:ย ci si ama, a prescindere da tutto.
Commento a cura di don Marco Pozza
(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)
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