Fatti a immagine di Dio Trinità
Il tempo di Pasqua si è concluso solennemente con la Pentecoste, che apre l’epoca della Chiesa e della sua azione nel mondo: il libro degli Atti, che ci ha accompagnati lungo i 50 giorni in cui abbiamo celebrato e gustato la gioia e la gloria della Resurrezione, ci ha ricordato che l’opera di Dio, inaugurata al principio della creazione, proseguita nella storia della salvezza e nelle vicende del popolo di Israele, culminata nella Redenzione, affidata agli apostoli e alla Chiesa nascente, continua «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» nell’azione di ogni apostolo in ogni tempo.
Anche noi, che siamo Chiesa, compiamo gli stessi atti degli apostoli: nella nostra vita, nella quotidianità delle nostre azioni, dei nostri impegni, corrispondendo con perseveranza, intelligenza e amore alla nostra vocazione, facciamo quanto hanno fatto prima di noi tutti i santi, i patriarchi, i profeti, gli apostoli, e concorriamo a costruire il Regno di Dio. Compiamo le opere di Gesù, che ci ha promesso: «Chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre» (Giovanni 14,12). Quale straordinaria chiamata!
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La solennità di oggi ci rivela che siamo innestati nell’amore grande di Dio effuso su ogni battezzato, amore che abbiamo celebrato nel giorno di Pentecoste. San Paolo (II lettura) conferma: «Siamo in pace con Dio per mezzo di Cristo» e «l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è dato».
Il libro dei Proverbi (I lettura) fa parlare la Sapienza di Dio, formata fin dal principio, presente «come artefice» a tutta l’opera creativa, gioia e delizia del Creatore, espressione della Trinità Una che è il nostro Dio, amore che dà vita, che circola, che trasforma ogni cosa. Il Salmo 8 mostra con tripudio che il culmine della creazione è l’uomo, fatto da Dio «poco inferiore ai celesti», «coronato di gloria e di onore», collocato in posizione di preminenza rispetto al creato. […]
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