Don Lucio D’Abbraccio
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Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti ad adorarlo
LโEpifania รจ una festa importante nel ciclo liturgico del Natale perchรฉ รจ la manifestazione di Gesรน a tutti i popoli, simbolicamente rappresentati dai Magi, che offronoย oroย (che significa regalitร di Cristo),ย incensoย (divinitร di Gesรน),ย mirraย (umanitร del Signore). Il termina epifania deriva dal greco anticoย epifร neiaย (manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina).
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Il brano evangelico, che narra questa manifestazione, inizia dicendo: ยซNato Gesรน a Betlemme di Giudea al tempo del re Erodeยป. Lโepisodio avviene ยซal tempo del re Erodeยป, ma il suo tempo sta per scadere, perchรฉ il tempo appartiene a Dio e chi pensa di diventarne padrone si illude. Erode, allโudire della nascita di Gesรน, si sente minacciato: ยซDovโรจ colui che รจ nato, il re dei Giudei?ย [โฆ]ย Allโudire questo, il re Erode restรฒ turbatoยป. Erode non voleva questo nuovo re. Egli credeva soltanto in se stesso e pensava a proteggere il suo potere. Questo nuovo re che era nato, chiunque egli fosse, era considerato un suo antagonista e per questo doveva morire.
Dunque, da politico astuto, nasconde il suo progetto omicida e con molta diplomazia si rivolge ai Magi, che aveva fatto chiamare segretamente, e dice loro: ยซAndate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando lโavrete trovato, fatemelo sapere, perchรฉ anchโio venga ad adorarloยป. Erode invia i Magi ma lui non si impegna e non si muove a cercare Gesรน, come non si muovono i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo i quali erano a conoscenza della profezia. Infatti, costoro, riuniti dal re per sapere il luogo dove doveva nascere il Cristo risposero: ยซA Betlemme di Giudea, perchรฉ cosรฌ รจ scritto per mezzo del profeta: โE tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero lโultima delle cittร principali di Giuda: da te infatti uscirร un capo che sarร il pastore del mio popolo, Israeleโยป.
Invece i Magi, sapienti che scrutavano e meditavano i segni della natura, si sono mossi. Hanno compiuto un lungo e faticoso viaggio. Da oriente sono venuti a Gerusalemme seguendo la sola luce di una stella e alla fine hanno trovato il figlio di Dio nato da Maria. Lโevangelista Luca dice che: ยซEntrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, si prostrarono e lo adoraronoยป. Questa รจ la frase centrale del brano evangelico perchรฉ riguarda lโincontro dei Magi con Gesรน.
Erode รจ lโuomo che vive soltanto per sรฉ, รจ lโuomo senza Dio, senza umiltร , pieno di orgoglio. I capi dei sacerdoti e gli scribi sono coloro che pur conoscendo la veritร restano prigionieri di un passato che non apre al futuro, alla novitร che Dio mette davanti ai loro occhi. Sono persone che assecondano il loro padrone e per questo sono persone non libere e non vive. I Magi, invece, osservano il cielo, vedono una stella, splendente, e sentono che devono muoversi e lo fanno, perchรฉ quella stella indica loro una strada da percorrere. Hanno sopportato la fatica del viaggio con tutti i dubbi e le incertezze che esso ha comportato, e hanno gustato, infine, la gioia di vedere il bambino: ยซAbbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarloยป.
In tutti noi cโรจ il bisogno di conoscere il Signore, e questo bisogno lo ha messo Dio dentro di noi. Sono tanti i modi attraverso i quali Dio si fa sentire, bussa alla nostra porta. Spesso diciamo che siamo alla ricerca di Dio, in realtร รจ Dio per primo che รจ alla ricerca di noi.
Questa ricerca di Dio comporta fatica. I pastori devono vincere il torpore della notte, liberarsi dal tepore dei loro mantelli, incamminarsi nella notte, fidarsi di voci che potrebbero essere anche suggestioni. Per i Magi il cammino รจ piรน duro: a volte la stella si oscura, scompare alla loro vista, incontrano persone che ยซsannoยป, ma che rimangono nellโindifferenza o che, pur turbate, non si uniscono a loro nella ricerca del neonato re dei giudei. Anche per noi ci sono momenti di buio, di paura, di turbamento, di dubbio. Si puรฒ rimanere nella nostra religiositร , nei nostri riti, nelle nostre comoditร senza muoverci. Perchรฉ muoverci? Perchรฉ rischiare? Se non ci muoviamo e se non cambiamo vita vivremo nei nostri pregiudizi, nel nostro egoismo, nel nostro orgoglio. Se non adoriamo Dio, e solo Dio, non saremo mai un segno di Dio per il mondo. Chiediamoci: siamo una epifania-manifestazione di Dio? Siamo un segno del vero ed unico Dio, che รจ umile, povero, mite e paziente?
I Magi obbediscono allโangelo perchรฉ sanno distinguere la veritร dalla falsitร e percorrono una nuova strada per tornare alla loro terra: ยซAvvertiti in sogno di non tornare da Erode, per unโaltra strada fecero ritorno al loro paeseยป. Noi sappiamo distinguere il bene dal male? San Paolo nella lettera ai Romani scrive: ยซin me cโรจ il desiderio del bene, ma non la capacitร di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglioยป (Rm 7, 18-19). I Magi non hanno avuto difficoltร ad inginocchiarsi davanti a quel bambino e ad offrirgli dei doni molto preziosi. Noi davanti a chi ci inginocchiamo? Davanti a Dio o davanti agli uomini? Davanti al Re dei re o davanti al denaro?
Coraggiosamente togliamo il lievito di Erode dalla nostra vita, rinunciamo al potere, allโorgoglio, al piacere personale, agli agi e alle comoditร e โ come dice il profeta Isaia (I Lettura): ยซAlzati, rivestiti di luce, perchรฉ viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di teยป.




