ALZATI, E RIVESTITI DELLA LUCE DI CRISTO
(Trascrizione dell’Omelia tenuta nella Parrocchia di Sanbonmatsu)
Oggi, in questo tempo di Natale, in questa gioia, celebriamo l’Epifania del Signore.“Epifania” significa “manifestazione”, ovvero Gesù Cristo si è manifestato a tutti, a ogni persona. Questo è una fonte di gioia grande, grandissima, ed è un avvenimento che ha a che fare profondamente con ciascuno di noi.
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Nella Prima Lettura, Dio stesso, attraverso le parole del profeta Isaia, parla a ciascuno di noi.Così dice, così profetizza, così ci comanda:
“Gerusalemme. OvveroSanbonmatsu.Chiesa di Sanbonmatsu.Comunità di Sanbonmatsu.E ciascuno di voi, uno per uno: Alzati! Alzati!
Risorgi!Risplendi perché la luce che ti illumina sorge, nasce, appare.La gloria del Signore splende su di te.Splende su questa comunità.Splende sulla Chiesa di Sanbonmatsu.Non solo sull’edificio, ma su questa comunità fatta di persone.E splende su ciascuno di voi.
“Ecco, le tenebre ricoprono la terrae l’oscurità avvolge i popoli”. Per verificarlo basta accendere la televisione per cinque minuti. Anche due minuti sono sufficienti.Guardare il telegiornale.Ma non solo il telegiornale, anche altri programmi. Le persone litigano, oppure si divertono in maniera superficiale e grossolana, ma non sanno dove stanno andando.Nessuno sa per che cosa è nato.
Si nasce, si cresce, si va a scuola, si lavora e poi si muore.Ma davvero, per che cosa si nasce?Verso dove si va?Qual è il tuo destino?Perché oggi accade questo avvenimento?Nessuno lo sa.La stragrande maggioranza delle persone non ha discernimento su quello che succede.
Ma nel profondo del nostro cuore è nascosta una domanda:“Che senso ha la mia esistenza?”Questa domanda profonda, profondissima è deposta nel vuore di ogni uomo, e cerca di farsi strada in mezzo alla superficialità e all’indifferenza. Quella che appare a Gerusalemme e che, tra gli altri motivi, impedisce di rispondere a questa domanda.
Erode e i Capi Religiosi, in modo singolare, pur venendo a conoscenza della rivelazione avuta dai Magi, e pur essendo a conoscenza del luogo dove il Messia deve nasce, non si muovono. Sperimentano turbamento, eppure è come se un torpore li avesse invasi, impedendo ad Erode di seguire i Magi, e ai Capi ebrei di sincerarsi sulla veridicità e credibilità della notizia portata dagli stranieri.
In questo atteggiamento appare il nostro, che ci impedisce di ascoltare l’annuncio che ci invita ad alzarci e lasciarci illuminare. In fondo stiamo difendendo qualcosa di noi, crediamo e dubitiamo nello stesso tempo.
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Paradossalmente, siamo turbati, soffriamo ma ci bloccano e impediscono la conversione: innanzitutto la paura della novità di vita – che potrebbe non coincidere con quella che desideriamo, o esigiamo, o sogniamo – e poi l’abitudine al nostro vittimismo con cui spesso ricattiamo gli altri.
Così, davanti alla malattia,quando si perde la salute,davanti ai problemi del lavoro,e davanti alla morte,insieme alla quasi totalità delle persone, rimaniamo senza risposta. “Non c’è niente da fare”,“È così”. Diciamo così,ma non è una risposta. È la realtà di questo mondo, che forse riguarda i nostri parenti, persone vicine a noi.Forse mio figlio, mia figlia, mio nipote. E noi stessi
Eppure, oggi, come già tante volte, su di noi splende una luce.Che luce è questa? La luce della stella che appare nel Vangelo.Quella luce è sorta, è nata, è apparsa.E i Magi,vedendo quella luce, si sono messi in cammino.Hanno iniziato a camminare. Vedendo quella luce, essi hanno provato una gioia immensa.Una gioia mai sperimentata prima.Perché?
Le persone che hanno il potere non vedono quella luce.Per questo non conoscono la vera gioia.Non possono sperimentarla. Come capita anche a noi. Le gioie di questo mondo passano subito.Nel momento stesso in cui sei contento,subito arrivano il dolore, la preoccupazione.
Ma i Magi hanno sperimentato una gioia che nessuno può togliere. Che gioia è questa?Che luce è questa? Nella seconda lettura è scritto così:il mistero è stato rivelato. Il mistero che era nascosto,cioè il centro di tutti gli avvenimenti e di tutta la storia,è stato manifestato a noi. Che cosa è questo mistero?È scritto chiaramente:
i pagani, cioè non solo gli ebrei,ma tutti i popoli, tutte le persone,possono vedere la luce.Possono incontrare Cristo.Possono partecipare, insieme a Cristo, alla sua eredità,cioè alla vita eterna, alla gioia eterna.Possono gustarla.
Questo era un grande mistero, nessuno poteva immaginarlo. C’erano delle profezie al riguardo, ma l’esclusivismo era molto forte.E forse, anche oggi per noi è ancora un mistero. Detto in modo più concreto, che cosa significa? Significa che la conversione è possibile, per qualsiasi persona, di qualsiasi tempo, e luogo, cultura, società, religione.La conversione è possibile.La grande solennità di oggi ce lo annuncia come una buona notizia.
Il tuo cuore, anche se indurito e schiavo del peccato, può cambiare.Può essere cambiato.Questa luce non è solo per te,ma per essere trasmessa a tutti attraverso di te. Per questo oggi siamo venuti in questa assemblea, a questa:per convertirci.
La conversione non è qualcosa di negativo.Lo ripeto sempre.La conversione è la più grande grazia,la più grande fortuna.È libertà.
Quando ci convertiamo, veniamo liberati.Possiamo vivere veramente da liberi.Non legati a nulla.Non dipendenti.Liberi, liberi, liberi.
Che tu sia giovane o anziano,dove appare questa libertà?È la libertà che è fonte di gioia.
Questa libertà appare nell’atteggiamento dei Magi:prostrarsi.Prostrarsi.
L’essere umano fa fatica a prostrarsi.È difficile che il marito si prostri davanti alla moglie.Ognuno pensa di avere ragione.Pensa che l’altro abbia torto. Lo si vede anche nei bambini.Anche bambini piccoli, o di cinque o sei annifaticano ad abbassare la testa,a chiedere perdono ai fratelli. Dicono: “Non posso, non posso”.
Che cosa rivela tutto questo? Rivela che pensiamo di essere Dio.E i bambini, senza filtri, lo rivelano impietosamente. “Gli altri devono piegarsi davanti a me”. Ma io non sono Dio.Sono solo un essere umano.Ho bisogno di salvezza.
Io non posso salvare me stesso.Per questo non posso salvare nemmeno gli altri.Non posso salvare il coniuge,non posso salvare nemmeno i figli. Senza una luce che scende dal cielo,senza una forza che supera l’uomo,noi non possiamo essere salvati.
La conversione è credere questo, credere che la Luce della stilla brilla gratuitamente, senza bollette, per ciascuno di noi. Per me. Credere e prostrarsi davanti a Colui che salva.
Per questo i Magi,pieni di gioia,si prostrano nella gioia, gioia immensa dice il testo, gioia sconosciuta che nulla e nessuno può donare. La gioia della conversione, dell’abbandono totale a Dio attraverso il suo Figlio.
E offrono l’oro.L’oro è per i re. Riconoscono di non essere i re e padroni della loro vita. Come siamo chiamati a fare noi, prostrandoci dinanzi a Gesù e riconoscendo in Lui l’unico Re della nostra vita.
Così come con l’oro, offerto a Dio. Non siamo Dio, siamo creature. La sapienza, la scienza, le nostre ragioni non ci rendono e costituiscono come Dio. Anzi, esse di fronte a certe situazioni si mostrano limitate e i sufficienti. Come noi, che non Dio.Perciò affidiamo a Cristo tutto noi stessi.
Infine offrono la mirra, olio utilizzato per l’unzione in occasione della sepoltura. La mirra quindi è legata alla morte.I Magi, come tutti noi, avevano paura della morte. Ma riconoscono in quel Bambino il Messia crocifisso che avrebbe vinto la morte. Si prostrano al suo potere sulla morte, per poter affidare a Lui la paura della morte che tiene schiave le persone. E per partecipare alla risurrezione, già qui, già ora. Prostiramoci dunque anche noi, rinunciando alle false soluzioni e alle fughe di fronte alla sofferenza e alla morte, per caricare con Gesù la nostra Croce e sperimentare, con Lui, la resurrezione.
Così i Magi si rialzanoe tornano per un’altra strada.Questo significa una vita nuova.Una vita come figli di Dio. La conversione, il cambio di direzione, e il cambiamento del cuore e della mentalità.
Questo è possibile anche per noi.Ciò che è impossibile all’uomoè possibile a Dio. Tutto può essere reso nuovo.Il nostro matrimonio può essere rinnovato ogni giorno.Il nostro cuore può essere rinnovato ogni giorno.Può risorgere.
E questa luce non è solo per noi.Questa piccola e umile comunità qui riunitaè chiamata a diventare luce per questa terra. Come la vita di ciascuno, per quanto grigia, routinaria, sofferente sia.
Per questo, davvero, congratulazioni. Accogliamo ecustodiamo questa luce. Rimanendo fedeli alla preghiera,alla comunità cristiana,alla liturgia,ai sacramenti, camminiamo anche noi, come i Magi,seguendo la stella,cioè la luce di Gesù Cristo.
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