l Vangelo di Marco ci presenta Gesรน che continua a parlare ai discepoli, mentre prosegue il suo cammino verso Gerusalemme. ร ancora viva la scena di domenica scorsa quando aveva chiesto loro di cosa stessero discutendo lungo la via, dopo lโannuncio della passione. Essi non risposero nulla perchรฉ presi dalla discussione su chi di loro dovesse essere il primo. Che tristezza per Gesรน! Volle confidare loro la sua angoscia, ma essi non lo presero in considerazione. Nel brano di questa domenica, Giovanni, uno dei dodici che aveva taciuto, questa volta si fa avanti e con tono sicuro dice: โMaestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perchรฉ non ci seguivaโ. Povero Giovanni, non ha capito nulla! E Gesรน, ancora una volta, raccoglie tutti e, con pazienza, li ammaestra e li corregge insegnando loro il modo evangelico di comprendere e di giudicare la vita. Ebbene, รจ proprio quel che accade ogni domenica quando il Signore raccoglie i discepoli e parla al loro cuore seminandovi il buon seme e sradicando le erbe amare che avvelenano la loro e lโaltrui esistenza.
Non di rado anche noi ragioniamo come Giovanni. In veritร non รจ questo il modo per difendere la veritร . In genere tale atteggiamento รจ teso a difendere i propri privilegi, le proprie posizioni, le proprie convinzioni, non guardando la sostanza delle cose che รจ la salvezza delle persone. Non si difende la veritร salvaguardando i propri privilegi, magari passando sopra le persone. Nel libro dei Numeri, a dimostrare quanto una tale mentalitร sia radicata nel cuore degli uomini, รจ riportato un episodio analogo accaduto agli inizi del cammino del popolo dโIsraele. Giosuรจ รจ informato che due uomini qualunque, non facenti parte del gruppo dei settanta responsabili dโIsraele e senza avere un apposito mandato, si sono messi a profetizzare. La sua reazione รจ immediata. Corre stizzito e preoccupato da Mosรจ per chiedergli che impedisca ai due, che non fanno parte del gruppo prescelto, di parlare. Mosรจ risponde al giovane e zelante capo: โSei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!โ (Nm 11,29).
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Quel che preoccupa Giosuรจ, come pure Giovanni e gli altri discepoli (compresi molti di noi) non รจ la guarigione dei malati e la liberazione dei posseduti dagli spiriti, ma il proprio gruppo e la propria istituzione, o meglio il proprio interesse, il proprio potere garantito nel gruppo e nellโistituzione. Non รจ questo il pensiero di Gesรน. Ben piรน largo del cuore dei discepoli รจ il suo cuore; e senza confini รจ la sua misericordia per i deboli e i poveri. Con decisione perciรฒ Gesรน risponde a Giovanni e agli altri: โNon glielo impedite, perchรฉ non cโรจ nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non รจ contro di noi รจ per noiโ. Il bene, dovunque esso sia e da chiunque รจ compiuto, viene sempre da Dio. Chi aiuta i bisognosi, chi sostiene i deboli, chi conforta i disperati, chi esercita lโaccoglienza, chi promuove lโamicizia, chi si adopera per la pace, chi รจ pronto al perdono, costui viene sempre da Dio.
Dio rompe ogni schematismo ed รจ presente dovunque cโรจ amore, bontร , pace e misericordia. Dio sta in quellโassetato a cui viene dato un bicchiere dโacqua, in quellโaffamato a cui viene offerto un pezzo di pane, in quel disperato a cui viene rivolta una parola dโamore. La Chiesa custodisce questa veritร evangelica anche se non ne รจ la detentrice unica, e per la chiarezza del dono che Dio le ha fatto deve praticarla e predicarla con forza. Sarebbe davvero triste restringere la forza miracolosa della misericordia di Dio nella misura stretta dei nostri schemi e delle nostre logiche. Non dice forse Gesรน: โIl vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene nรฉ dove vaโ (Gv 3,8)? Lo spirito di Dio รจ davvero grande e senza confini. Beati noi se sappiamo riconoscerlo ed accoglierlo! Anzi, dice lโApostolo, dobbiamo stare attenti a non contristarlo. Ecco perchรฉ sono sciocche certe dispute su questa o su quella esperienza solo perchรฉ non rientra nel nostro schema logico di interpretazione!
Abbiamo bisogno di una visione larga che ci faccia intuire lโazione dello Spirito di Dio nel mondo. Non dobbiamo rattristarci, come lโapostolo Giovanni, se vediamo che altre persone non facenti parte del gruppo scacciano i demoni. Gesรน gioรฌ vedendo che tanti guarivano e tornavano sani: la gioia del Signore รจ lโuomo vivente, sta scritto. Grande fu la sua letizia nella creazione, dal primo giorno sino al culmine della sua opera quando creรฒ lโuomo e la donna. Lโautore biblico non puรฒ non notare: โDio vide che era una cosa buonaโ. Questa deve essere anche la gioia del discepolo. Sรฌ, tutti dovremmo gioire del bene che vediamo nel mondo, da chiunque venga compiuto e in qualunque parte venga realizzato. Il bene nasce sempre da Dio, che รจ โfonte di ogni beneโ, come canta la Liturgia.
Le parole durissime che Gesรน pronuncia nella seconda parte del brano evangelico sottolineano, con un linguaggio iperbolico, qual รจ la via del discepolo: โSe la tua mano ti รจ motivo di scandalo, tagliala: รจ meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anzichรฉ con le due mani andare nella Geรจnna, nel fuoco inestinguibileโ. Essere di โscandaloโ vuol dire far inciampare e cadere, o comunque non sostenere chi รจ debole e bisognoso di conforto. Noi pensiamo che la felicitร stia nel conservare se stessi, nel camminare indenni in mezzo a questo mondo, nel non perdere mai nulla. Al contrario, dice Gesรน, la felicitร sta nello spendersi per il Vangelo, nel dare la propria vita per gli altri. Ricordiamo la frase di Gesรน riportata da Paolo: โCโรจ piรน gioia nel dare che nel ricevereโ (At 20,35). E per questo vale la pena fare sacrifici.
Lโamore per gli altri, del resto, chiede sempre qualche taglio, esige sempre qualche rinuncia. Non si tratta ovviamente di mutilazioni da realizzare, bensรฌ di cambiamenti da attuare negli atteggiamenti e nel cuore. Noi, infatti, abbiamo in genere gli occhi puntati solo su noi stessi; le mani operose solo per le nostre cose; i piedi che si muovono solo per i nostri affari. Togliamoci almeno un occhio di dosso e saremo certamente piรน felici. Usiamo almeno una mano per aiutare chi soffre e gusteremo la stessa gioia di Gesรน. Muoviamo i nostri passi sulla via del Vangelo e saremo testimoni dellโamore di Dio. Cosรฌ comprenderemo quanto dice Gesรน: โChi vuol salvare la propria vita la perde; chi perde la sua vita per il Vangelo la ritrovaโ.
Per gentile concessione di mons. Paglia. xhttps://www.vincenzopaglia.it/index.php/xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-3.html.
Qui tutti i commenti al Vangelo delle domeniche precedenti di mons. Vincenzo Paglia



