mons. Vincenzo Paglia – Commento al Vangelo del 26 Settembre 2021

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l Vangelo di Marco ci presenta Gesรน che continua a parlare ai discepoli, mentre prosegue il suo cammino verso Gerusalemme. รˆ ancora viva la scena di domenica scorsa quando aveva chiesto loro di cosa stessero discutendo lungo la via, dopo lโ€™annuncio della passione. Essi non risposero nulla perchรฉ presi dalla discussione su chi di loro dovesse essere il primo. Che tristezza per Gesรน! Volle confidare loro la sua angoscia, ma essi non lo presero in considerazione. Nel brano di questa domenica, Giovanni, uno dei dodici che aveva taciuto, questa volta si fa avanti e con tono sicuro dice: โ€œMaestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perchรฉ non ci seguivaโ€. Povero Giovanni, non ha capito nulla! E Gesรน, ancora una volta, raccoglie tutti e, con pazienza, li ammaestra e li corregge insegnando loro il modo evangelico di comprendere e di giudicare la vita. Ebbene, รจ proprio quel che accade ogni domenica quando il Signore raccoglie i discepoli e parla al loro cuore seminandovi il buon seme e sradicando le erbe amare che avvelenano la loro e lโ€™altrui esistenza.

Non di rado anche noi ragioniamo come Giovanni. In veritร  non รจ questo il modo per difendere la veritร . In genere tale atteggiamento รจ teso a difendere i propri privilegi, le proprie posizioni, le proprie convinzioni, non guardando la sostanza delle cose che รจ la salvezza delle persone. Non si difende la veritร  salvaguardando i propri privilegi, magari passando sopra le persone. Nel libro dei Numeri, a dimostrare quanto una tale mentalitร  sia radicata nel cuore degli uomini, รจ riportato un episodio analogo accaduto agli inizi del cammino del popolo dโ€™Israele. Giosuรจ รจ informato che due uomini qualunque, non facenti parte del gruppo dei settanta responsabili dโ€™Israele e senza avere un apposito mandato, si sono messi a profetizzare. La sua reazione รจ immediata. Corre stizzito e preoccupato da Mosรจ per chiedergli che impedisca ai due, che non fanno parte del gruppo prescelto, di parlare. Mosรจ risponde al giovane e zelante capo: โ€œSei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!โ€ (Nm 11,29).

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Quel che preoccupa Giosuรจ, come pure Giovanni e gli altri discepoli (compresi molti di noi) non รจ la guarigione dei malati e la liberazione dei posseduti dagli spiriti, ma il proprio gruppo e la propria istituzione, o meglio il proprio interesse, il proprio potere garantito nel gruppo e nellโ€™istituzione. Non รจ questo il pensiero di Gesรน. Ben piรน largo del cuore dei discepoli รจ il suo cuore; e senza confini รจ la sua misericordia per i deboli e i poveri. Con decisione perciรฒ Gesรน risponde a Giovanni e agli altri: โ€œNon glielo impedite, perchรฉ non cโ€™รจ nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non รจ contro di noi รจ per noiโ€. Il bene, dovunque esso sia e da chiunque รจ compiuto, viene sempre da Dio. Chi aiuta i bisognosi, chi sostiene i deboli, chi conforta i disperati, chi esercita lโ€™accoglienza, chi promuove lโ€™amicizia, chi si adopera per la pace, chi รจ pronto al perdono, costui viene sempre da Dio.

Dio rompe ogni schematismo ed รจ presente dovunque cโ€™รจ amore, bontร , pace e misericordia. Dio sta in quellโ€™assetato a cui viene dato un bicchiere dโ€™acqua, in quellโ€™affamato a cui viene offerto un pezzo di pane, in quel disperato a cui viene rivolta una parola dโ€™amore. La Chiesa custodisce questa veritร  evangelica anche se non ne รจ la detentrice unica, e per la chiarezza del dono che Dio le ha fatto deve praticarla e predicarla con forza. Sarebbe davvero triste restringere la forza miracolosa della misericordia di Dio nella misura stretta dei nostri schemi e delle nostre logiche. Non dice forse Gesรน: โ€œIl vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene nรฉ dove vaโ€ (Gv 3,8)? Lo spirito di Dio รจ davvero grande e senza confini. Beati noi se sappiamo riconoscerlo ed accoglierlo! Anzi, dice lโ€™Apostolo, dobbiamo stare attenti a non contristarlo. Ecco perchรฉ sono sciocche certe dispute su questa o su quella esperienza solo perchรฉ non rientra nel nostro schema logico di interpretazione!

Abbiamo bisogno di una visione larga che ci faccia intuire lโ€™azione dello Spirito di Dio nel mondo. Non dobbiamo rattristarci, come lโ€™apostolo Giovanni, se vediamo che altre persone non facenti parte del gruppo scacciano i demoni. Gesรน gioรฌ vedendo che tanti guarivano e tornavano sani: la gioia del Signore รจ lโ€™uomo vivente, sta scritto. Grande fu la sua letizia nella creazione, dal primo giorno sino al culmine della sua opera quando creรฒ lโ€™uomo e la donna. Lโ€™autore biblico non puรฒ non notare: โ€œDio vide che era una cosa buonaโ€. Questa deve essere anche la gioia del discepolo. Sรฌ, tutti dovremmo gioire del bene che vediamo nel mondo, da chiunque venga compiuto e in qualunque parte venga realizzato. Il bene nasce sempre da Dio, che รจ โ€œfonte di ogni beneโ€, come canta la Liturgia.

Le parole durissime che Gesรน pronuncia nella seconda parte del brano evangelico sottolineano, con un linguaggio iperbolico, qual รจ la via del discepolo: โ€œSe la tua mano ti รจ motivo di scandalo, tagliala: รจ meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anzichรฉ con le due mani andare nella Geรจnna, nel fuoco inestinguibileโ€. Essere di โ€œscandaloโ€ vuol dire far inciampare e cadere, o comunque non sostenere chi รจ debole e bisognoso di conforto. Noi pensiamo che la felicitร  stia nel conservare se stessi, nel camminare indenni in mezzo a questo mondo, nel non perdere mai nulla. Al contrario, dice Gesรน, la felicitร  sta nello spendersi per il Vangelo, nel dare la propria vita per gli altri. Ricordiamo la frase di Gesรน riportata da Paolo: โ€œCโ€™รจ piรน gioia nel dare che nel ricevereโ€ (At 20,35). E per questo vale la pena fare sacrifici.

Lโ€™amore per gli altri, del resto, chiede sempre qualche taglio, esige sempre qualche rinuncia. Non si tratta ovviamente di mutilazioni da realizzare, bensรฌ di cambiamenti da attuare negli atteggiamenti e nel cuore. Noi, infatti, abbiamo in genere gli occhi puntati solo su noi stessi; le mani operose solo per le nostre cose; i piedi che si muovono solo per i nostri affari. Togliamoci almeno un occhio di dosso e saremo certamente piรน felici. Usiamo almeno una mano per aiutare chi soffre e gusteremo la stessa gioia di Gesรน. Muoviamo i nostri passi sulla via del Vangelo e saremo testimoni dellโ€™amore di Dio. Cosรฌ comprenderemo quanto dice Gesรน: โ€œChi vuol salvare la propria vita la perde; chi perde la sua vita per il Vangelo la ritrovaโ€.


Per gentile concessione di mons. Paglia. xhttps://www.vincenzopaglia.it/index.php/xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-3.html.