p. Alessandro Cortesi opSono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
La vita del giusto costituisce un impedimento e silenziosa denuncia dellโingiustizia e della disonestร degli empi. Per questo cโรจ chi trama per eliminarlo โperchรฉ ci รจ di imbarazzo ed รจ contrario alle nostre azioniโ. Il libro della Sapienza fissa questa vicenda che non รจ solo quella osservata dallโautore di questo libro biblico nel I secolo a.C., ma costituisce la vicenda di sempre, dellโopposizione da parte di chi detiene poteri e privilegi a chi lotta per la giustizia. La sfida รจ radicale: โvediamo se le sue parole sono vere; proviamo ciรฒ che gli accadrร alla fine. Se il giusto รจ figlio di Dio egli lโassisterร , e lo libererร dalle mani dei suoi avversariโ.
Nella lettera di Giacomo la sapienza รจ contrapposta alle guerre e alle liti generate dalla brama di possesso, dalla ricerca di dominio e dallโinvidia. Per contro la sapienza che viene dallโalto ha caratteri diversi e contrari: costruisce pace, รจ mite, non รจ aggressiva. Questo genere di sapienza non si limita ad una dimensione intellettuale ma si traduce in scelte di vita, in uno stile che porta a costruire la pace. La giustizia รจ come un frutto che sorge dallโalbero buono della vita di chi promuove la pace. Via della sapienza โ dice la lettera di Giacomo โ รจ tessere riconciliazione, lottare contro ogni soluzione di violenza e di guerra per aprire vie diverse del convivere umano.
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Nel vangelo Marco presenta Gesรน nel suo cammino verso la croce, nel suo essere โconsegnatoโ, e subire umiliazione e condanna rimanendo solo. Ma โdopo tre giorni risusciterร โ: quella vita che agli occhi degli uomini รจ fallimentare, trova la conferma del Padre che lo risuscita al terzo giorno. Sulla strada Gesรน accompagna i suoi a comprendere il senso del suo cammino. Ai dodici chiede chi รจ il piรน grande ed spiega il suo modo di comprendere i rapporti e la vita : โse uno vuol essere il primo sia lโultimo di tutti e il servo di tutti. E preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: โChi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandatoโ.
Gesรน ribalta le prospettive sul โpiรน grandeโ. Non intende la grandezza secondo le logiche del potere, del denaro, dei ruoli ma indica il criterio decisivo dellโaccoglienza: chi accoglie il piรน piccolo e si pone a servizio รจ grande agli occhi del Padre. Il bambino che Gesรน pone in mezzo, al centro, รจ figura paradigma per tutti coloro a cui non sono riconosciuti diritti e sono ritenuti piccoli, senza importanza. Gesรน pone al centro i senza diritti, le vittime di un sistema sociale che scarta ed elimina i piรน deboli e indica che solo nellโesperienza concreta dellโaccogliere si puรฒ comprendere chi รจ il piรน importante allo sguardo di Dio. Chiede cosรฌ ai suoi di seguire lui, il figlio, che si รจ fatto servo, sulla via della croce. E cosรฌ indica che accogliere i piccoli e le vittime รจ entrare nel cammino per incontrare il Padre.
Alessandro Cortesi op



