Oggi ci viene offerto un messaggio che definire attuale รจ dir poco. Gesรน, rivolgendosi a coloro che si trovavano in cima alla gerarchia religiosa dellโepoca, non cessa di metterci in guardia dalla tentazione piรน subdola che esista: pensare esclusivamente a sรฉ stessi. ร da qui che nasce tutto il peccato del mondo. Proviamo allora a entrare dentro questo splendido dipinto che รจ la parabola dei vignaioli disonesti per osservare da vicino le figure umane che lo compongono.
Colpisce allโinizio che il padrone della vigna non sia descritto come un re, bensรฌ come un semplice uomo. Un uomo generoso il quale, possedendo un terreno, non solo decide di renderlo disponibile agli altri ma vi pianta anche una vigna perchรฉ il dono sia completo, dolce e fruttuoso. I contadini rappresentano quella parte dellโumanitร odierna tutta dedita e specializzata nel trarre profitto dalla terra che li circonda, dimentichi che essa non gli appartiene. I servi inviati dal padrone sono i campioni della fede coloro che, prima ancora del figlio stesso e illuminati da un amore che non chiede il contraccambio, sono pronti a sacrificarsi per la conversione altrui.
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Lo scambio finale tra Gesรน e i capi dei sacerdoti segna la distanza tra due modi di pensare davvero inconciliabili. I farisei infatti, interrogati su cosa accadrร al ritorno del padrone, non oltrepassano quella giustizia punitiva tanto amata da chi, sbarazzandosi dei cattivi, spesso finisce per prenderne il posto. Gesรน focalizza invece lโattenzione sulla pietra scartata dai costruttori: la meraviglia di Dio non sta infatti nella distruzione miserevole di chi ha pensato a sรฉ stesso quanto piuttosto nel riscatto di coloro che hanno sofferto e donato la propria vita affinchรฉ tutti possano un giorno godere dei frutti del Regno.
Fabrizio Barbieri

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
