Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 21 Novembre 2020

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Nel Credo ripetiamo tutte le volte ยซcredo nella remissione dei peccati, nella resurrezione della carne, nella vita eternaยป.

Credere in questo, ci dice Gesรน oggi rispondendo ai sadducei โ€“ e con loro a tutti i nostri dubbi โ€“, vuol dire non essere figli di una logica di vita dipendente dalla morte; avere oggi la dignitร  per concepire lโ€™avvenire e la resurrezione, una vita cioรจ liberata da condizioni definitive, comporta abbandonare la logica del prendere per entrare nella logica dellโ€™accettare, del ricevere e dellโ€™accogliere, nella logica dellโ€™annunciare quindi del dare; allora la vita, come la carne e il corpo, non sarร  piรน soggetta al passaggio della fine, al settimo giorno della creazione, ma allโ€™ottavo giorno della resurrezione.

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Lo schema chiuso di unโ€™ottica miope si applica ai grandi concetti come al quotidiano e rende totalmente differente la consapevolezza di chi siamo.

Possiamo scegliere in base a ciรฒ che crediamo, alla posizione che vogliamo assumere, se essere figli del mondo e fratelli fino ad un certo punto, oppure essere figli di Dio e fratelli fino in fondo, perchรฉ in fondo non troveremo altro che Uno solo che ci ama cosรฌ come siamo e che da sempre, con Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosรจ, e quindi anche con noi, vive in un giorno senza fine, in un matrimonio eterno che รจ una creazione dโ€™Amore.

Mounira Abdelhamid Serra


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato