DALLA VENDETTA ALL’AMORE VERSO I NEMICI
Sulla vicenda dell’orefice di Grinzane Cavour sono poche le voci nella Chiesa che hanno avuto il coraggio di esprimersi. I discorsi si sono sviluppati più che altro sul piano giuridico e legislativo.
Mi sarei invece aspettato, di fronte alla deriva culturale in atto, che i Cristiani alzassero con intensità la voce per richiamare innanzitutto a se stessi quanto proclama la Parola di Dio, ricordando che “la Chiesa ha sempre considerato e considera le Divine Scritture come la regola suprema della propria fede” (Dei Verbum, n.21). E la Sacra Scrittura ci porta a una vera maturazione umana e teologica sul tema della vendetta.
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Si passa da Lamech, pronipote di Caino, che afferma: “Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette” (Gn 4,23-24), al Pentateuco, che subito limita la vendetta alle dimensioni dell’offesa: “Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Es 21,24), “Frattura per frattura…,; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all’altro” (Lev 24,20; Dt 19,21).
I cosiddetti” Salmi imprecatori”, in cui si auspica la punizione degli empi da parte di Dio, sono in realtà una grande espressione di non violenza. L’uomo non si vendica più, rinuncia ad ogni ritorsione, ma affida solo a Dio la punizione del malvagio (Sl 5,11; 9,18; 69,23-26…).
Gesù invece arriva addirittura ad affermare una Parola rivoluzionaria che vincola i Cristiani: “Avete inteso che fu detto: «Occhio per occhio e dente per dente»; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due… Avete inteso che fu detto: «Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico»; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Mt 5,38-48).
E San Paolo conferma: “Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: «A me la vendetta, sono io che ricambierò», dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,19-21).
Guai se noi Cristiani ci accodiamo alla mentalità mondana, e non sottolineiamo più quella “differenza cristiana” che, essendo Vangelo, Gioiosa Notizia, è però via di consolazione e di serenità per tutta l’umanità. Guai se mettiamo sullo stesso piano la difesa della proprietà privata di un pugno di gioielli e il valore sacro di ogni vita umana!
Così come anche nei riguardi dell’orefice in questione dobbiamo mantenere compassione e misericordia, sapendo che anche lui è chiamato a conversione a quel Dio, Padre tenerissimo, che tutti perdona e che vuole “che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).
Il commento alle letture della domenica a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito è “Buona Bibbia a tutti“.
