Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 22 Giugno 2020

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Cโ€™รจ qualcosa di ingombrante nellโ€™occhio che ci impedisce di vedere bene: con la vista offuscata, un poโ€™ alla cieca, sentiamo comunque il bisogno di guardare alla cecitร  dellโ€™altro, ai suoi difetti di vista, come se lโ€™unica prospettiva giusta fosse la nostra.

Sul piano sociale, succede spessissimo, (e lo stiamo vedendo particolarmente in questi giorni): razzismo, omofobia, sfruttamento, discriminazioni: tutte ingiustizie che, se abbiamo il privilegio di non subire in prima persona, tendiamo a ignorare, o su cui sentiamo la necessitร  di affermare subito il nostro punto di vista e il nostro giudizio, prima di ascoltare lโ€™esperienza dellโ€™altro.

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Succede anche con noi stessi: con la nostra storia, le nostre scelte, le nostre relazioni. La paura di misurarci con le difficoltร  che abbiamo, di affrontare le situazioni che ci fanno stare male o ci mettono a disagio, ci spinge spesso a giudicarci e giudicare senza prima guardare veramente quello che sentiamo o proviamo. Ancora prima di aver guardato, sentito, ascoltato, siamo pronti ad ergerci a giudici, a dividere il mondo in buoni e cattivi, in giusto e sbagliato. Sul momento, questo ci fa stare bene: ci sentiamo dalla parte della giustizia, del buon senso, della ragione. Ma รจ un benessere effimero, che in realtร  ci lascia solo piรน vulnerabili: giudicare crea divisioni e solitudine. Il giudizio che applichiamo agli altri, inoltre, รจ sempre pronto per ritorcersi contro di noi, mettendoci continuamente sotto accusa.

Lโ€™alternativa puรฒ nascere solo nel momento in cui sentiamo posato su di noi uno sguardo nuovo: uno sguardo che invece di giudicare, sia pronto a prendere la parola per noi, sia pronto a dire bene di noi; uno sguardo che si posi con amore sulle nostre incoerenze e che ci aiuti a togliere quella cosa fastidiosa che avevamo nellโ€™occhio.

Togliersi la trave dallโ€™occhio, in fondo, non significa far sparire magicamente tutte le fragilitร  che ci appartengono: significa solo riconoscerle e accoglierle, per avere occhi capaci di accogliere davvero lโ€™altro, occhi capaci di guardarsi come fratelli e sorelle.

Rete Loyola (Bologna)


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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