p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 22 Dicembre 2019 – Congregazione per il Clero

656

Un’oscurità profonda

La nostra vita attraversa talvolta momenti di buio. Ci troviamo davanti a eventi a cui non riusciamo a dare senso. E quando non c’è chiarezza, facciamo fatica a decidere dove andare, dove mettere i piedi, quale strada intraprendere. Forse non a caso, quest’ultima domenica di Avvento ci sorprende in uno dei momenti astronomicamente più bui dell’anno: il nostro mondo attraversa una fase di oscurità profonda. Gli antichi avevano molta paura di questi giorni dell’anno, perché temevano che le tenebre potessero divorare pian piano la luce. Il messaggio delle letture di questa domenica viene a dirci allora che, anche quando la nostra vita attraversa le tenebre, Dio non smette mai di essere con noi, cammina con noi nel buio della vita, perché Egli è l’Emmanuele, la luce che torna a sfolgorare nella nostra oscurità.

Dio nel profondo

Anche Giuseppe, promesso sposo di Maria, si trova davanti all’incertezza, in una situazione in cui non vede chiaramente. Le tenebre sembrano avvolgere la sua vita. E si addormenta.

Dio lo raggiunge nel sogno, nel luogo del profondo, quando le nostre difese sono abbassate. Era accaduto così, tanti secoli prima, anche con Giacobbe, il quale, nella sua fuga dal fratello Esau, a un certo punto si sente perso, si addormenta, sogna, e lì Dio lo raggiunge

La realtà

Nell’incontro con Dio nel profondo, tutti i pezzi sembrano ritrovare la loro collocazione. Giuseppe si è ritrovato innanzitutto davanti a una realtà drammatica e complessa: la sua sposa, Maria, è stata trovata incinta. Si tratta di una situazione che la legge giudaica condanna con durezza: sebbene la lapidazione non fosse più praticata al tempo di Gesù, Giuseppe era tenuto a ripudiarla, il che voleva dire esporre la donna a una situazione di esclusione e di sopruso. Al più, esercitando la misericordia, Giuseppe avrebbe potuto licenziarla in segreto, alla presenza di due testimoni, per evitare di esporre Maria a uno scandalo pubblico. Probabilmente è su queste alternative che Giuseppe si stava interrogando.

Che cos’è la giustizia?

Matteo descrive infatti Giuseppe come uomo giusto, forse per indicare il suo tentativo di mitigare la legge con la misericordia. Cosa vuol dire allora essere giusto? La mera applicazione della legge, senza tener conto della situazione singolare e specifica delle persone, vuol dire giustizia? Giuseppe sta cercando non solo di andare oltre la mera applicazione della legge, non solo sta cercando di tener conto dell’amore nei confronti di Maria, ma sta cercando anche un modo per comprendere e trovare un senso a quello che è accaduto. Forse questo significa essere giusto. Oggi assistiamo a frequenti appelli al giustizialismo, ma questo non significa necessariamente percorrere la via della giustizia.

L’orizzonte della promessa

Proprio mentre è notte, Dio entra nella vita di Giuseppe per fare luce. E lo aiuta a guardare più in là. Il presente, anche se drammatico, acquista senso all’interno di una promessa più ampia, quella che Dio aveva fatto a Israele otto secoli prima, attraverso il profeta Isaia. Si trattava anche in quel caso della promessa di un figlio, segno della presenza di Dio nella storia, accanto al suo popolo. Il Vangelo di Matteo vuole annunciare infatti il compimento di quella parola. Alla fine del Vangelo, Gesù ci ricorderà ancora una volta quella promessa: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20), qualunque sarà la strada che dovrete attraversare, nelle vostre fatiche e nelle vostre tenebre, io sono con voi, perché sono l’Emmanuele.

Il momento di decidere

Alla fine di questo percorso, Giuseppe si sveglia. È giorno. Si è fatta luce nella sua vita. Vede le cose con chiarezza e allora può decidere. Giuseppe non rimane intrappolato nei sogni, non rimane ossessivamente a considerare gli elementi in gioco. A un certo punto occorre fidarsi di Dio e rischiare. Occorre agire secondo quello che, nel dialogo con Dio, ci sembra giusto. È l’esito del discernimento: dalla considerazione ponderata nel profondo della coscienza fino alla decisione.

Leggersi dentro

  • Hai la possibilità di prenderti momenti di preghiera e di riflessione per guardare a quello che sta avvenendo nella tua vita?
  • Quanto spazio ha la misericordia nella valutazione degli eventi che segnano la tua vita, le relazioni con gli altri, il tuo modo di agire?

don gaetano piccoloP. Gaetano Piccolo S.I.
Compagnia di Gesù (Societas Iesu)Fonte


Letture della
IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA

Prima Lettura

Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.Dal libro del profeta Isaìa

Is 7, 10-14 

In quei giorni, il Signore parlò ancora ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».

Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».

Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 23 (24)

R. Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

Seconda Lettura

Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1, 1-7

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Vangelo

Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1, 18-24 

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore