Nicola Montereale – Commento al Vangelo del giorno, 25 Giugno 2020

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LA ROVINA FU GRANDE: COSTRUIRE LA CASA SULLA SABBIA 

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli».

Le parole pronunciate da Cristo nella pericope evangelica odierna sono parole dure. Sembra quasi che stia imitando quei cristiani creduloni che pensano di stare apposto per l’eternità perché hanno una vita di fede piena di appuntamenti: rosari, messe, adorazioni, processioni, manifestazioni. 

Ma questi appuntamenti sono veramente luoghi teologici di crescita interiormente o sono solo una parata per il mio io? Sono momenti di pedagogia divina o palcoscenico dei miei desideri innaverati?

L’invocazione “Signore, Signore” è di chi chiede sempre e non si dona mai. Di chi vuole un dio che risponda a comando.

“Non chiunque…”: solo coloro che credono con cuore sincero. 

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me” – ebbe a dire Gesù in un’altra circostanza.

Il destino di questa gente, lontana da Cristo, sarà un allontanamento ulteriore: “Via da me, operatori di iniquità”.

Operatori di iniquità: chi sono? Sono coloro che vivono per il proprio tornaconto personale, sono coloro che nella loro vita di fede vogliono una corsia preferenziale; sono coloro che credono per interessi e non per fede.

È la malattia del carrierismo, dell’arrivismo. 

È la tentazione seducente anche dei discepoli di Cristo: “Signore, fa’ che i miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.

Questi sono come coloro che costruiscono la loro casa sulla sabbia e non sulla roccia.

Cristo, che con questi discorsi stupiva le folle, elenca le conseguenze nefaste di questa costruzione sulla sabbia dell’incredulità: cadde la pioggia, cioè si inizia a piangere; strariparono i fiumi, cioè si incomincia ad aver paura; soffiarono i venti, cioè i propri progetti sistemati ad hoc si frantumano; soffiarono i venti, creando confusione e trambusto e la casa cadde e “la sua rovina fu grande”.

Agostino commenta così: “A che giova entrare nella Chiesa quando si vuol costruire sulla sabbia? Poiché ascoltando e non facendo, uno costruisce sulla sabbia. Che sarà dunque di coloro che non ascoltano? Sono nudi sotto la pioggia, esposti ai venti e torrenti che se li portano via, prima di abbattere la casa. Se pensi di ascoltare senza mettere in pratica, costruisci per la rovina”.

Non è forse meglio credere a Colui che parla con autorità piuttosto che salvarsi da soli e con le scorciatoie degli altri?

(N. Montereale)