Luca Rubin – Commento al Vangelo di domenica 25 Ottobre 2020

122

Un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?

Te lo chiedi più volte al giorno, anche in modo inconsapevole: cosa devo fare? Qual è la cosa giusta da fare? Qual è il senso della mia vita? Dove punta l’ago della mia bussola? Dove mi sta portando il GPS dei miei giorni? La domanda posta a Gesù per fargli uno sgambetto, è in realtà un grande iceberg con il quale rischiamo una collisione tutti i giorni, più volte al giorno. Questa domanda contiene una limitazione, perché è come se dicesse: “qual è la legge, la regola più importante di tutte?” Un’osservanza formale mi mette al sicuro da multe e sovvenzioni, ma non trasforma la mia esistenza. Osserverò scrupolosamente tutti i precetti e gli obblighi, ma io sarò altrove, chissà dove, a invocare libertà e giustizia.

Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso.

Alla domanda limitata e interessata, il Maestro offre ben due risposte, infinite ed esproprianti. Infinite perché si parla di Dio e si parla di un tutto. Esproprianti perché coinvolgono un’intera vita, conducendola sulle strade del dono e dell’impegno senza misura. Amerai non riguarda un futuro ipotetico, se vorrai, se ti andrà: amerai indica che da quel momento la tua vita è chiamata ad essere amore incarnato, senza inutili ripensamenti sul passato, e proiettati verso il futuro, ma con i piedi ben radicati nel presente.

Amare Dio e il prossimo sono la longitudine e la latitudine dei tuoi giorni, sono le coordinate del tuo viaggio. Un amore esigente, certo, perché esige tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutta la tua mente. Questo è il tutto che salva te da te stesso, questo è il tutto che ti salva dal ripiegamento e dall’egocentrismo. La risposta del Maestro è anche una terapia alle mille ferite che un amore malato causa in noi stessi e negli altri: il tutto risana anni di buio e di malattia, donandoti nuove energie per quell’”amerai” che ti attende.

Se ami solo Dio, in realtà ti illudi di amare, perchè Dio ha assunto la tua carne, e la carne di ogni uomo e donna nel mondo. Se ami solo gli altri, non avrai le forze necessarie e presto perderai terreno e ti ritroverai fuori strada. L’amore verso Dio e verso il proprio prossimo, creano incontrandosi, una croce, e non a caso: l’amore è fuoco che brucia e purifica, che libera dalle scorie, è luce che ispeziona chi veramente sei, le tue intenzioni più profonde. In quella croce sei invitato a stenderti, cioè a offrire tutto te stesso, in una fedeltà al quotidiano che ti plasma e ti rende icona di speranza e di pace.

In quella croce incontrerai Qualcuno che sarà il tuo esempio: “Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme” (1Pt 2,21). Non sei solo dunque: hai un Maestro e un esempio, che ti illustrerà, passo dopo passo, come l’amore è amore solo se si incarna nella tua vita.

L’amore, questo Grande Sconosciuto verso il quale tutti aspiriamo, ti viene dato oggi come luogo e senso della tua vita. Amerai il Signore, amerai il tuo prossimo. Il futuro è presente: ama.

Fonte: Sito Web


A cura di Luca Rubin

Sono maestro elementare, professione che cerco di vivere in pienezza, non come lavoro ma come vocazione e missione.
In parrocchia sono catechista, referente per i ministranti e accolito: in una parola, cerco di dare una mano! Mi piace molto leggere e scrivere, ascoltare musica classica, country e latina, stare in compagnia di amici. […]