don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 14 Giugno 2020

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1° Lettura

– Il libro del Deuteronomio

comprende alcuni discorsi di Mosè al suo popolo.

In realtà

é un libro scritto molto più tardi,

più vicino al V sec. a.C.

che al tempo di Mosè 1400 anni prima di Gesù.

– Da questa pagina mi sembra si possano cogliere due o tre indicazioni importanti:

1° “Ricordati… non dimenticare…”

il tuo passato, quello che eri (schiavo)

quello che hai passato nel deserto,

quello che Dio ha fatto per te:

ti salvato dai pericoli,

ha fatto scaturire acqua in pieno deserto,

ti ha dato la manna…

ti ha dato una terra in cui vivere…

Quanto Dio ha fatto per te (popolo di Israele)

devi ricordarlo sempre,

non dimenticarlo mai

e fattelo raccontare dai vecchi

che di questi fatti sono stati testimoni.

 

2° Dio, il cammino nel deserto,

la vita di stenti per 40 anni

hanno educato il popolo alla povertà

all’essenzialità,

a fidarsi di Dio e dei suoi interventi;

ora il popolo è entrato nella terra promessa

abita in case di pietra e

non mancano cibo né vestiti,

anzi ora possono adornarsi di collane d’oro…

Non devono tuttavia

lasciarsi prendere dall’ingordigia,

dalla bramosia di possedere,

non devono dimenticare

nè trascurare il povero…

perché sono stati tutti poveri e schiavi.

 

3° l’uomo non vive soltanto di pane

ma di ogni parola che viene da Dio.

L’Eucaristia a cui stiamo partecipando

è la mensa della Parola,

è mensa del Pane,

è vivere il sacerdozio in forza del battesimo,

è esercitare il servizio verso i fratelli.

Tutti ci stiamo nutrendo alla mensa

della Parola di Dio

e del Pane.

VANGELO

SIGNIFICATO TEOLOGICO DELLA RISURREZIONE

1° – con la Risurrezione Gesù

è entrato in possesso

ed è stato integrato

in tutte le prerogative divine

a cui aveva rinunciato momentaneamente:

Gesù è il Signore,  “Kyrios”, Dio.

“Spirito datore di vita”

fonte di acqua viva.

Pane che dà vita.

2° – con la Risurrezione Gesù

“siede alla destra di Dio Padre”,

dal quale ha ricevuto ogni potere…

“ perché nel nome di Gesù

ogni ginocchio si pieghi

in cielo, in terra e sotto terra…”

3°    Nella prima Lettera ai Corinti

(35-40 d.C.) Cap. 15, 3-5 

contro coloro che negavano

la risurrezione dei morti,

S.Paolo ribadisce che

non avrebbe alcun senso

il messaggio cristiano

se si elimina la Risurrezione di Cristo.

“ Se Cristo non è risorto,

è vana la nostra predicazione,

è vana la nostra fede.”

– S.Paolo, in verità,

non vuole dimostrare la Risurrezione di Gesù,

ma che noi siamo destinati a “risorgere”

dopo la morte, come Cristo.

Il ragionamento di San Paolo è logico:

Se Cristo è risorto anche noi risorgeremo;

perché tutti i credenti

in Lui

formano un “Corpo”,

che chiamiamo “Mistico”

per distinguerlo dal corpo “fisico” (di carne)

e da quello “Eucaristico” (la Messa-Eucaristia).

Se Cristo,

che è la testa di questo Corpo mistico

è risorto

(sottinteso: nessuno può mettere in dubbio

che Cristo sia veramente risorto),

anche noi,

che formiamo le membra

e le varie parti di questo Corpo,

risorgeremo con Lui.

 

Quindi, continua S.Paolo,

se noi non risorgessimo,

neppure Cristo sarebbe risorto

e noi saremmo i più stupidi esseri della terra, perché crederemmo in qualcosa che non esiste, cioè la Risurrezione di Cristo.

Sarebbe inutile tutto lo sforzo missionario

degli Apostoli,

e tutta la fede e il martirio

di quanti hanno creduto in Gesù.

Quindi,

conclude San Paolo,

niente “musi lunghi”,

perché noi sappiamo che cosa c’è dopo la morte; dopo la morte ci sarà la risurrezione,

come per Cristo.

Punto e basta!

4°    Risorgendo, Gesù Cristo ha dimostrato che quanto andava dicendo in vita:

– che Lui è il Figlio di Dio,

– di essere il Figlio dell’uomo,

– si è definito  “Luce del mondo”,

– Via per andare al Padre

– Verità

– Vita degli uomini,

– ha affermato che poteva perdonare i peccati,

– che veniva da Dio

– che Dio è Padre e come tale si comporta,

– che Dio è suo Padre,

– che Lui e il Padre sono una cosa sola,

– che la vita di Dio è trinitaria,

– che Dio ci ha comunicato il suo Spirito

– che siamo figli di Dio

– che sarebbe morto e risorto

perché Lui …è la Vita

era assolutamente “la Verità”,

è tutto vero!

’ da crederci, quando dice:

– che “ Se uno osserva la sua Parola,

non vedrà mai la morte”  (Gv. 8, 51)

 

“ Io sono la risurrezione e la vita,

chi crede in me, anche se muore, vive.

 

“Chiunque vive e crede in me,

non muore mai.”  ( Gv. 11, 25-26)

 

Con la sua Risurrezione

tutto questo

e altro ancora

diventa tutto vero.

5° – Con la Risurrezione

il male è vinto, neutralizzato,

reso inconsistente;

ora si può camminare verso il bene

che Gesù ci ha fatto conoscere,

6° – La Risurrezione

è il segno che Dio sta guidando

la nostra storia,

la storia dell’umanità,

verso il bene,

verso un traguardo finale positivo.

La Risurrezione

ci dice che alla fine a trionfare

non sarà la morte,

il male, l’odio, la guerra, il buio,

ma la vita, l’amore, la pace,

il bene, la gioia, la festa,

la luce, la musica, l’armonia….

7° – La Risurrezione ci fa capire che

l’esigenza di vita eterna

che sentiamo fortemente dentro

non è un sogno,

un’illusione, una chimera,

è vera,

autentica,

reale

e sarà soddisfatta un giorno:

noi siamo chiamati a risorgere

e a vivere senza fine nella gioia di Dio,

come Cristo,

che è la nostra testa.

8° – Viviamo un momento storico

dominato dall’incertezza del presente

e dalla paura del futuro.

Con la Risurrezione di Gesù,

Dio mostra il destino dell’umanità:

noi siamo destinati ad una risurrezione di vita.

Dio dimostra che la storia umana,

fatta di fallimenti,

di oscurità, di peccato…

è destinata a sfociare nella vita

e nel Regno di Dio.

altra proposta

CORPO E SANGUE del SIGNORE CORPUS DOMINI

alcune riflessioni schematiche:

 

– Quando si parla di Eucaristia

si intende la Messa.

 

– La Messa è un Sacramento,

un mezzo, un aiuto, uno strumento

che Gesù ci ha dato per farci crescere.

 

– La Messa è:  – Parola

                     – Pane

                     – Sacerdozio

                     – Servizio

 

– Andare a Messa non è un obbligo

ma un bisogno del cristiano.

 

– Amen (= “picchetto di sostegno”)

Dire Amen dopo ogni preghiera

è importante per poter fare nostra

la preghiera che fa il Celebrante.

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova