Commento al Vangelo del 25 Agosto 2019 – Azione Cattolica

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La pagina evangelica di Luca muove da una domanda che viene rivolta a Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

A questa domanda Gesù non risponde perché desidera accendere in noi il desiderio di amore per corrispondere, con tutte le nostre forze, all’amore di Dio. Nella sua apparente serenità riconosciamo l’amore di Gesù e il suo grande desiderio. Egli desidera la nostra salvezza per la quale è stato crocifisso.

Per noi credenti in Cristo, la salvezza è la meta ultima della nostra esistenza. Il messaggio di Luca è chiaro: se non si lasciano fuori dalla porta i propri egoismi, non si riuscirà mai ad entrare, anche se la porta è larga, nel Regno di Dio. La triste sorpresa per coloro che confidano soltanto nelle proprie forze o pensano di non aver bisogno di amore e di misericordia, è quella di trovare la porta chiusa.

La porta diventa stretta per coloro che non nutrono sentimenti profondi come amore, umiltà, accoglienza, mitezza, carità. La porta stretta non è altro che il Cristo Signore verso cui anela il cuore di ogni credente; soltanto l’umiltà, il perdono vicendevole, la misericordia riusciranno ad allargare gli stipiti della porta stretta e permetteranno l’ingresso nel Regno dei cieli.

Non basta essere vicini a Dio a parole, ma la vicinanza a Dio va riconosciuta nella prossimità al fratello; Gesù, infatti, dice: «Pur avendo mangiato e bevuto con me non vi conosco». La frenesia di arrivare primi ci fa perdere di vista il nostro agire non perfettamente cristiano e non ci permette di sforzarci per entrare nella porta stretta, come ci invita il Signore: «Sforzatevi ad entrare nella porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno».

La vita cristiana va vissuta profondamente perché è l’unica via che ci porta al Padre che accoglie: «Vi sono ultimi che saranno primi e primi che saranno ultimi». Non possiamo crederci “primi” solo perché credenti e praticanti; dobbiamo imparare a rinnovare giorno per giorno la nostra adesione a Cristo, operando scelte concrete che testimoniano la nostra fede. Perché la salvezza si riceve quando è invocata non con un cuore duro e orgoglioso, ma colmo d’amore.

O Signore, guidami nel mio tragitto,
aiutami ad ascoltare e ad accogliere la tua Parola
per viverla nel profondo del mio cuore.
O Signore, guida la mia fede e le mie azioni
perché siano tutte dettate
dall’amore per l’altro.
O Signore, guidami a orientare la mia vita
nella fede più profonda
affinché da ultimo possa essere tra i primi
nella gloria dei cieli.

Fonte

Letture della
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 66,18b-21

 
Così dice il Signore:
 
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
 
Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
 
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
 
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Salmo 116 (117)

R. Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. R.
 
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.

Seconda Lettura

Il Signore corregge colui che egli ama.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,5-7.11-13

 
Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
 
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio

Vangelo

Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 22-30

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore

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