Commento al Vangelo del 10 Novembre 2019 – P. Antonio Giordano, IMC

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L’anno liturgico della Chiesa volge al termine, e in queste ultime domeniche ritorna il tema delle realtà ultime dell’uomo: i novissimi, che sono, come preghiamo nel Credo: “E aspetto la risurrezione dei morti, e la vita del mondo che verrà”.  Il nostro Dio è il Dio dei viventi, è il Creatore della Vita .

Due aspetti della vita futura:

  1. l’anima spirituale che vive in Dio dal momento della morte temporale del corpo fino alla fine dei tempi;
  2. la risurrezione dei corpi alla fine dei tempi, quando l’anima si riunirà al corpo trasformato e glorificato. La risurrezione comincia con la morte terrena e si compie alla fine dei tempi.  Il Signore Gesù e Maria SS. sono in cielo in anima e corpo:  sono il segno e l’icona della vita dopo la morte è il sigillo della speranza umana, che la morte terrena sfocia nella vera vita.

Nell’AT., nel 2° libro dei Maccabei, si legge: ”Dopo che saremo morti, Dio ci risusciterà a vita nuova ed eterna”… La morte segna il limite estremo dell’uomo ma non della potenza di Dio.

Nell’episodio evangelico Gesù dà una lezione di interpretazione della Bibbia stessa.

a. Vi sarà la risurrezione: “Il Dio di Abramo… è Dio dei vivi”. perché Dio è il Dio dei vivi e non dei morti. Dio è Padre solo se ha dei figli vivi: ed è solo la nostra risurrezione che farà di Dio, il Padre per sempre.

b. La seconda cosa che afferma Gesù, di chi risorgerà: “Saranno come gli angeli di Dio”, figli di Dio, figli della risurrezione. I “risuscitati” vivono della stessa vita di Dio, non condizionata dal tempo e dallo spazio.

S. Giovanni ha scritto: 1Gv.3,2:”Carissimi, sappiamo però che quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è”.

Perciò il matrimonio è legato alla presente condizione di mortalità dell’uomo. Dove non c’è più morte, non c’è più bisogno di nascita e dunque di sposarsi. 

Certo, la risurrezione dei corpi è una realtà misteriosa, noi non ne abbiamo l’esperienza e non possiamo dire cosa sia né come sarà. S. Paolo fu deriso dai greci pagani all’Areopago di Atene quando parlò di risurrezione dei morti. La Chiesa ce lo conferma come verità di fede.

Però S. Cirillo dice: “Se un albero sradicato, o anche tagliato, viene ripiantato, ricresce e fiorisce. Perché un essere umano sradicato dalla terra non dovrebbe rivivere? I semi riposano, dormono nei granai e tornano a vivere in primavera; e l’uomo, mietuto e gettato nei granai della morte, non dovrebbe rivivere? Un tralcio, o anche un ramo tagliato, se trapiantati, riprendono a vivere e a fruttificare; e l’uomo per il quale tutto è stato creato, una volta caduto non potrà rialzarsi?

Se ciò che è stato creato per noi muore e rinasce, perché noi, per i quali tutti i giorni avvengono questi prodigi, saremmo esclusi da questi benefici? Soltanto per noi non ci sarebbe risurrezione?” e conclude: l’uomo creato a immagine di Dio risorgerà più che le altre creature.

Alla domanda, cosa faresti se sapessi di morire ora? S. Luigi Gonzaga, rispose:” Io continuerei a giocare”.

S. Agostino dice: ”Nel mondo, tutto finisce, ma non finisce mai, senza dare inizio ad una cosa più bella”.

Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”(Gv.11,25-26).

Pertanto l’Eucaristia che stiamo celebrando è “pegno vivente della futura risurrezione”, come ha detto Gesù:” Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno”(Gv.6,54).

La Madonna, la Madre che ci aspetta in cielo, anima e corpo, ci dia coraggio a rispettare il nostro corpo, perché anch’esso è chiamato a godere per tutta l’eternità. 

Fonte – consolata.org

Letture della
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Il re dell’universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.

Dal secondo libro dei Maccabèi
2 Mac 7,1-2.9-14

 
In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.
 
Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri».
 
[E il secondo,] giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
 
Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
 
Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 16 (17)
R. Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno. R.
 
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole, R.
 
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. R.

Seconda Lettura

Il Signore vi confermi in ogni opera e parola di bene.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 2,16 – 3,5

 
Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
 
Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
 
Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore guidi i vostri cuori all’amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Dio non è dei morti, ma dei viventi.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 20, 27-38

 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
 
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Parola del Signore

Oppure forma breve Lc 20,27.34-38
Dio non è dei morti, ma dei viventi.
Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, disse Gesù ad alcuni sadducèi, i quali dicono che non c’è risurrezione:
 
«I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio.
 
Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Parola del Signore

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