Commento al Vangelo del 1 Luglio 2018 – Fraternità Gesù Risorto

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Una delle domande che fanno capolino nella nostra mente con una certa frequenza è quella che riguarda l’origine del male. Come mai, se Dio è buono, c’è il male nel mondo? Come mai, se Dio è amore, mi può colpire la malattia? Come mai, se Dio è nostro Padre, dobbiamo tutti affrontare la morte? Questi interrogativi vengono posti talora con umiltà, talora purtroppo anche con orgoglio o rabbia. Qualche volta queste domande fanno perdere la fede, qualche volta conducono a farsi un’immagine negativa di Dio, come fosse un Essere ingiusto, senza amore, un padrone senza cuore. Il libro della Sapienza oggi inizia a darci una risposta. Il nostro male non viene da Dio, e nemmeno la morte. Dio ha creato e ha dato all’uomo la vita, la salute, la gioia. Egli ci ha creati a sua immagine: non poteva far nulla meglio di quanto ha fatto! Egli ha pensato per noi l’immortalità, rendendocene capaci: ci ha fatti in modo che possiamo essere sempre suoi interlocutori, in modo che sia sempre possibile la comunione con lui. E allora la morte? E la malattia? E il male? “La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono”. Non è Dio che vuole il male; questo è voluto dal suo nemico.

Le nostre domande però rimangono ancora aperte: come possiamo noi resistere al diavolo? Egli, essendo invisibile, agisce contro di noi senza che lo possiamo afferrare e vincere. Ancora Dio non ci lascia senza risposta. E la sua risposta non è fatta di parole, ma di fatti, proprio come noi tutti desideriamo!

La risposta con cui Dio vuol sciogliere i nostri dubbi è Gesù! Guarda Gesù che cammina a fianco di Giairo; osservalo mentre cerca di incontrare lo sguardo della donna che soffre di continue emorragie; ascolta ciò che dice a chi fa strepiti e urla. Gesù non scappa quando Giairo gli riferisce la morte imminente della figlioletta. La realtà della prossima morte e la sofferenza dei genitori che stanno per rimanere soli senza figli non lo spaventano. La donna sofferente e in continuo pericolo di morte, resa impura dalla sua stessa malattia non disorienta Gesù! Egli non deve fare nulla per la donna: a questa basta toccare la frangia del suo mantello, quella frangia che è il segno della sua obbedienza al Padre. Gesù non è solo la risposta di Dio alle nostre domande, ma ne è pure la soluzione. Alla sua presenza e con l’intervento della sua Parola le malattie scompaiono e la morte s’allontana restituendo il respiro che ha rubato!

Una cosa dobbiamo notare. La donna deve fare la fatica di vincere la resistenza, che è forte in lei: deve manifestare in pubblico la propria fede in Gesù! Istintivamente non lo farebbe. Gesù le chiede questa fatica perché la malattia sia vinta del tutto, vincendo anche la paura della gente. E prima di cacciare la morte dalla casa del capo della sinagoga, questi deve accettare di essere deriso per la sua fede, come viene deriso il Signore stesso.

Il mondo accetta la signoria della morte su di sè, per questo si prende beffe di Gesù e di chi si rivolge a lui con vera fede. Il mondo si rassegna ai danni provocati dal diavolo, tutt’al più cerca di scendere a patti con lui. Chi ama Dio invece accoglie la “Risposta” che lui dona, il Figlio suo venuto per stare con noi: avrà altre sofferenze da portare, partecipando con gioia alle sue, che sono fonte di salvezza per tutti gli uomini. Le sofferenze che il credente incontra in quanto credente non lo rendono triste, perché non sono tentazione per lui: esse sono invece causa e occasione di fortezza e di stabilità, sono occasione di comunione con tutti i fratelli che nel mondo soffrono per il rifiuto della loro fede da parte degli uomini!

L’attenzione a questi fratelli ci viene raccomandata oggi dall’apostolo Paolo. I Corinzi, cui egli scrive, godono di una certa agiatezza: perché non pensano alla povertà, o addirittura miseria, di altri credenti che vivono in luoghi più poveri? Non possono sopportare che i loro fratelli di fede muoiano di fame! Questi che soffrono per la loro povertà hanno una fede viva, forte, incrollabile: stanno continuamente tendendo le loro mani al Padre con fiducia! Se tu, potendolo, doni loro di che vivere, la loro fede rafforzerà la tua: tu riceverai, grazie al misterioso scambio di beni spirituali realizzato dallo stesso Spirito Santo, partecipazione alla ricchezza della loro fede e della loro vicinanza a Dio!

Torniamo al vangelo: la donna ha cominciato a soffrire quando è nata la ragazzina che ora, a dodici anni, è morta. Rimane per noi un mistero anche questa coincidenza. Ma la risposta a tutti i misteri è ancora Gesù! Quando arriva lui entra in noi la vita e la pace e la comunione! Alleluia!

A cura della Casa di Preghiera S.Maria Assunta – Tavodo  -Via della Pieve, 3 – 38078 SAN LORENZO DORSINO – TN

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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Mc 5, 21-432
Dal Vangelo secondo Marco

21Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. 22E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi 23e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». 24Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
25Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. 28Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». 29E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
30E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». 31I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». 32Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
35Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 36Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». 37E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. 41Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». 42E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Giugno 2018
  • Tempo Ordinario XI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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