Santa Gertrude di Helfta – Commento al Vangelo del 14 Settembre 2019

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Oh Sapienza, a che gioco giochi; con quale artificio vieni mio Gesù. Tu, spogli il Re della gloria, ne fai uno spettacolo da disprezzare. Tu, leghi alla forca il riscatto dell’intero mondo. Tu solo, pesi e valuti il valore di questo mistero per pagare il debito di ogni prevaricazione.

Tu, innalzi colui che è la vita di tutti affinché, attirandoli a sé nella morte (cfr Gv 12,32), tutti li vivifichi. Oh Amore sapiente, quale amalgama componi per metter fine alla rovina universale. Quale impiastro adoperi per guarire la ferita di tutti. Oh Amore, la tua prudenza soccorre coloro che erano perduti. Tu, condanni il Giusto per salvare lo sciagurato colpevole. Oh Amore sapiente, la tua sentenza è il sollievo del disgraziato. Tu, difendi la causa della pace.

Tu, concedi la misericordia che intercede per noi. Tu, in un disegno lungimirante, sovvieni all’angoscia di tutti, con la benevola volontà della tua clemenza. Tu, metti fine all’universale miseria con l’opera gloriosa della tua misericordia. Oh Amore, la tua scoperta è per i perduti l’occasione della salvezza.

Ecco, Sapienza, che è già aperto il deposito riempito di bontà. Di grazia, guardami, l’accusato, che mi tiene fuori, alla porta della carità. Di grazia, riempi i brandelli della mia indigenza con la benedizione delle tue dolcezze. Ecco che davanti a te si offre la coppa vuota del mio desiderio (cfr Sal 38,10).

Di grazia, si apra la serratura della tua pienezza. Di grazia, non trattarmi secondo i miei peccati; non punirmi secondo le mie iniquità (Sal 103,10), mio Gesù. Di grazia, come col tuo sangue mi sei stato veramente propizio, così con la virtù della tua croce preziosa ripara in me la vita mia.

Fonte: «Vangelo del Giorno» è un servizio proposto dall’associazione internazionale Evangelizo.

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Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3, 13-17

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:

«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Parola del Signore

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