Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Luglio 2020

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Le istruzioni che Gesù dà ai suoi discepoli sono ancora valide per valutare la pastorale delle nostre parrocchie e delle nostre diocesi. Ciò che siamo chiamati a fare è annunciare la venuta del Regno e guarire interiormente le persone.

E per farlo dobbiamo camminare insieme, collaborare, nella Chiesa rende maggiore testimonianza chi lavora insieme rispetto al navigatore solitario. Non dobbiamo contare sui mezzi anzi, a volte i mezzi diventano un peso.

Quante strutture, sorte in altre epoche e funzionali a quel tempo, sono diventate inutili ai fini dell’evangelizzazione! Come sarebbe più bello vedere una Chiesa più snella e meno appesantita dalla troppa organizzazione e dalle troppe proprietà! Siamo chiamati a condividere, a restare, non siamo dei piazzisti ma persone che vogliono vivere insieme ed accanto a tutti. Le gioie e le speranze, le ansie e le sofferenze del mondo sono le nostre, come diceva splendidamente il Concilio Vaticano II.

Ma in questo percorso abbiamo incontrato la tenerezza di Dio che illumina la nostra vita e la storia che siamo chiamati a costruire. Questo è lo stile che deve tornare ad avere la nostra evangelizzazione.

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