Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 5 Aprile 2022

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MARTEDÌ 05 APRILE – QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA [C]

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».

Se scribi e farisei non credono che Gesù è Dio, moriranno nei loro peccati. Tutto il Vangelo dell’Apostolo Giovanni è finalizzato a manifestare questa verità: “Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Gv 20,30-31). Credere che Gesù è il Figlio di Dio, non però in senso morale, o di adozione, così come è per ogni discepolo di Gesù che è fatto figlio di Dio nel Figlio suo Gesù Cristo.

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Quando l’Apostolo Giovanni dice che siamo chiamati a credere che Gesù è il Figlio di Dio, intende una cosa sola: che noi crediamo nella prima pagina del suo Vangelo: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Cfr. Gv 1,1-18),

Possono scribi e farisei giungere alla fede che Gesù è il Figlio Unigenito del Padre? Possono allo stesso modo che il faraone avrebbe potuto giungere alla fede che il Dio dei figli di Israele era più forte di tutti gli dèi che venivano adorati in Egitto. Lo hanno confessato i Maghi d’Egitto, avrebbe potuto confessarlo anche lui se il suo cuore non si fosse indurito ogni giorno di più nella sua ostinazione di combattere contro il Signore. Sappiamo dove lo ha condotto questa sua insensata, irragionevole, caparbia ostinazione: “Quindi il Signore disse a Mosè: «Di’ ad Aronne: “Stendi il tuo bastone, percuoti la polvere del suolo: essa si muterà in zanzare in tutta la terra d’Egitto!”».

Così fecero: Aronne stese la mano con il suo bastone, colpì la polvere del suolo e ci furono zanzare sugli uomini e sulle bestie; tutta la polvere del suolo si era mutata in zanzare in tutta la terra d’Egitto. I maghi cercarono di fare la stessa cosa con i loro sortilegi, per far uscire le zanzare, ma non riuscirono, e c’erano zanzare sugli uomini e sulle bestie. Allora i maghi dissero al faraone: «È il dito di Dio!». Ma il cuore del faraone si ostinò e non diede ascolto, secondo quanto aveva detto il Signore” (Es 8,12-15). Quando il Signore aggiunge una verità nuova alla sua verità già rivelata ieri, sempre dona all’uomo ogni aiuto perché possa accogliere quella nuova verità con atto altamente umano, cioè atto di fede posto anche sul fondamento della sana e retta razionalità. Se scribi e farisei non credono che Gesù è Dio, è per la loro ostinata volontà, frutto del loro peccato, che ha sempre governato il loro cuore. Non hanno voluto per ostinato rifiuto, non perché la fede chiesta fosse oltre la loro stessa mente. Non hanno creduto. Hanno perseverato nella loro ostinazione. Hanno crocifisso il Signore della gloria.

LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 8,21-30

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Oggi tocca a noi discepoli di Gesù aiutare ogni uomo a credere con sapiente, sana, retta razionalità che Gesù è il Figlio di Dio, affinché credendo si abbia la vita nel suo nome. Come riuscire in questo? Manifestando noi i frutti della fede in Lui, frutti che nessun uomo potrà mai compiere. L’uomo nato da Adamo può compiere, senza la grazia di Dio, solo le opere della carne. L’uomo nato a vita nuova nelle acque del battesimo può produrre ogni frutto di bene nello Spirito Santo.

Producendo ogni frutto di bene, l’altro vedendo questi frutti, si dovrà interrogare e chiedere: “Perché lui può e io non posso”? Ecco la risposta: “La mia fede in Cristo rende possibile ciò che per te è impossibile”. Data questa testimonianza, ogni altra cosa poi la opererà lo Spirito Santo. È Lui che trafigge il cuore e spinge la volontà perché aderisca a Cristo Gesù. Se però il cristiano non mostra le sue opere di vero figlio di Dio, per lui mai nessuno potrà giungere alla fede. Lui è senza Spirito Santo. È nella carne. Dalla carne non si attrae a Gesù Signore. Madre di Dio, attiraci a Gesù.

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