Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 22 Aprile 2021

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È la mia carne per la vita del mondo

GIOVEDÌ 22 APRILE (Gv 6,44-51)

Nel Libro della Sapienza si chiede al Signore con preghiera accorata che mandi la Sapienza per governare la nostra vita. Senza di essa si barcolla nelle tenebre: “«Dio dei padri e Signore della misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, e con la tua sapienza hai formato l’uomo perché dominasse sulle creature che tu hai fatto, e governasse il mondo con santità e giustizia ed esercitasse il giudizio con animo retto, dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, perché io sono tuo schiavo e figlio della tua schiava, uomo debole e dalla vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Se qualcuno fra gli uomini fosse perfetto, privo della sapienza che viene da te, sarebbe stimato un nulla. Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie; mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte, un altare nella città della tua dimora, immagine della tenda santa che ti eri preparata fin da principio. Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo; lei sa quel che piace ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi decreti. Inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito. Ella infatti tutto conosce e tutto comprende: mi guiderà con prudenza nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria. Così le mie opere ti saranno gradite; io giudicherò con giustizia il tuo popolo e sarò degno del trono di mio padre.

Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni. A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo? Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito? Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza» (Sap 9,1-18). Gesù è dono del Padre. Questo dono però va anche chiesto con preghiera insistente. Non solo questo dono va chiesto al Padre, ma anche coloro che il dono devono preparare per noi, trasformando il pane in corpo di Cristo e il vino in sangue. Si prega perché il Signore sempre ci doni Cristo pane di vita eterna, se si prega perché il Signore mandi vescovi e presbiteri. Senza di essi non c’è né Cristo pane di Parola e neanche Cristo, vero corpo e vero sangue di vita eterna. Quando non si prega perché il Signore mandi vescovi e presbiteri, neanche si prega per avere la Parola e l’Eucaristia. Significa che siamo discepoli di Gesù senza anima, senza spirito, senza cuore. Siamo cristiani insensibili. Non riceviamo Cristo con vivo desiderio, perché non abbiamo chiesto Cristo al Padre con vivo desiderio e con preghiera ininterrotta.

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Ora Gesù parla con divina chiarezza ai Giudei: “Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Dal mangiare spirituale, si passa al mangiare reale. La carne è vera, reale, sostanziale carne. Non è linguaggio figurato o simbolico quello di Gesù Signore. Veramente, realmente, essenzialmente si mangia il suo corpo, la sua carne nell’Eucaristia. È il mistero della fede. Solo nella fede si accoglie questa verità e solo per fede la si può vivere. Ma anche solo per fede si può chiedere a Dio questo dono.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, otteneteci sempre questo dono dal Padre.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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