Il Vangelo del Giorno, 8 Febbraio 2018 – Mc 7, 24-30

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Mc-7,-24-30

Il testo ed il commento al Vangelo
del 8 Febbraio 2018 su Mc 7, 24-30

V Settimana del Tempo Ordinario – Anno II/B

  • Colore liturgico: Verde
  • Periodo: Mercoledì
  • Il Santo di oggi:  S. Girolamo Emiliani (mf); S. Giuseppina Bakhita (mf)
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.
  • Letture del giorno: 1 Re 11, 4-13; Sal 105; Mc 7, 24-30
  • Calendario Liturgico di Febbraio
Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

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Mc 7, 24-30
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dei Monaci Benedettini

«Per la tua fede va’, il demonio è uscito da tua figlia».

Il Vangelo di oggi ci suggerisce un confronto che sembra improponibile. Alla Parola di Dio si confronta la povera parola umana. Oltretutto è la parola di una donna pagana, che quindi sembra esclusa anche dal messaggio del Signore, esclusa dalla sola possibilità di rivolgersi a Gesù.

All’azione di Dio si presenta la supplica e la domanda di una madre. È un confronto molto serrato che si svolge su una precisa traiettoria, che lo stesso Gesù Cristo propone. Cosa mai può legare il Dio che sembra lontano ed inaccessibile a questa donna che domanda e chiede con insistenza?

La misericordia e la compassione di Gesù Cristo, certamente; il Mistero dell’Incarnazione ci insegna proprio questo: il desiderio di Dio di diventare come noi. È Dio che si china con il suo sguardo di amore, come una madre verso il suo bimbo. Senza questo Mistero d’amore questa donna non avrebbe potuto riconoscere in Gesù il Cristo Salvatore. È proprio qui allora l’altro punto che il Vangelo ci insegna: la fede.

Solo tramite essa possiamo parlare veramente con il Signore; solo con la fede possiamo attingere al suo infinito mistero di amore. Il messaggio di oggi è l’invito alla salvezza; contiene quella grande consolazione che ci rende evidente come la misericordia di Dio non ha confini; ma è anche l’appello vero alla nostra fede.

La salvezza è reale e concreta solo con la nostra conversione ad una fede sempre più pura.

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