Il Vangelo del Giorno, 1 Luglio 2017 – Mt 8, 5-17

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Il testo ed il commento al Vangelo di oggi,
1 Luglio 2017 – Mt 8, 5-17

XII Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

  • Colore liturgico: Verde
  • Periodo: Sabato
  • Il Santo di oggi: S. Aronne; B. Ignazio Falzon; B. Antonio Rosmini
  • Il Signore si è ricordato della sua misericordia.
  • Letture del giorno: Gn 18, 1-15; Sal. da Lc; Mt 8, 5-17
  • Calendario Liturgico di Luglio

Mt 8, 5-17
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
“Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie”.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno – Mt 8, 5-174

A cura dei Monaci Benedettini

Signore non sono degno… ma se vuoi…

[ads2]La fede del centurione, che non è ebreo, sorprende Gesù, che nel suo popolo non trova una “fede così grande”. E infatti i lontani entreranno nel regno di Dio, i vicini ne saranno esclusi a motivo della loro incredulità, infedeltà. Potremmo essere anche noi gli esclusi se, ricevuto l’annunzio del Vangelo, l’abbiamo rifiutato poi nella vita concreta.

Quanto a Gesù che guarisce il servo del centurione e altri infermi, appare come il Servo di Dio, che si addossa le infermità dell’uomo e le guarisce. In profilo vediamo la passione del Signore, il suo servizio che redime l’uomo, dai mali terreni ma soprattutto dal peccato.

Ogni volta che partecipiamo alla messa, prima della comunione, ripetiamo le stesse parole del centurione. “Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola ed io sarò salvato. Infatti mai saremo degni della dignità divina. Ma è la sua parola, anzi il Verbo, la Parola – Gesù che ci ha reso degni, nonostante la nostra indegnità di poter ospitare Dio nel nostro cuore.

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