Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 31 Ottobre 2021

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Una volta tanto gli scribi ci fanno una bella figura, nel Vangelo. È molto bello questo scambio tra Gesù e “l’esperto” della Torah. C’è grande sintonia tra loro: la domanda del primo mette in moto la riflessione del Signore e la sua risposta diventa stimolo per lo scriba, per approfondire il senso del più importante comandamento. Magnifico scambio di complimenti!

Forse perché non è così ovvio che una persona “profondamente religiosa” sia così aperta alla novità dello Spirito (come lo è questo scriba) e, quindi, ha bisogno di essere sostenuto da Gesù. E Lui non ha bisogno di avere sempre l’ultima parola o di “colpire basso” l’avversario. In fondo il suo grande desiderio è che tutti si salvino, tutti incontrino la vita, tutti… anche le persone religiose, gli scribi e i farisei. Anche noi, scribi e farisei dei nostri giorni!

Non sei lontano dal Regno, hai la bussola per camminare verso il Signore.

Cosa sono gli olocausti e i sacrifici se non le pratiche che troppo in fretta si trasformano in esteriorità?! Se questo era vero allora, lo è anche oggi!

L’esperienza del Covid, insieme a tanto dolore, ha messo a nudo la crisi profonda che da molti anni stiamo attraversando come società e, in particolare, come chiesa occidentale… guai a cercare solo di tornare a ciò che, zoppicando, un po’ funzionava, prima della pandemia! Guai ad accontentarsi degli olocausti e dei sacrifici! Siamo stati diversi mesi senza l’Eucaristia con il popolo, addirittura senza la celebrazione della Pasqua! Dopo, l’unico commento è stato il sollievo, la gioia di aver ripreso a celebrare pubblicamente. Solo questo?

Ma non abbiamo imparato nulla da quanto accaduto? Non ci siamo accorti che dal basso forse sta nascendo qualcosa? Forse sono piccolissimi movimenti, vagiti dello Spirito che solo uno sguardo d’amore più profondo, una libertà interiore più limpida può riconoscere… Amare il Signore sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi, non potrebbe essere interessante anche in questo senso?

Cosa vuol dire mettere in pratica il comandamento per noi, Chiesa italiana, oggi? Come evitare che gli olocausti e sacrifici si trasformino in ciò che è rassicurante, stabilito, come aprire strade per la buona Notizia: “non sei lontano dal regno di Dio”?!

Il prossimo Sinodo della Chiesa italiana… occasione o tentazione?!

Stefano Titta SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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