Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 10 Settembre 2021

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Possibile che io sia cieco? Possibile che abbia una trave nell’occhio e non me ne accorga perché più interessato alla pagliuzza del mio vicino?

Un piccolo test per scoprire insieme se è vero.

Quando nell’incontro con l’altro il suo comportamento o il suo atteggiamento mi urtano, mi innervosiscono oppure suscitano in me giudizio, riprovazione․․․ cosa faccio?
Una reazione può essere quella di pensare a come dovrebbe essere l’altro, cosa dovrebbe cambiare di sé, come vivrebbe meglio il mondo intero se si comportasse diversamente.
Ecco, se mi riconosco in questa potrebbe essere buono fermarmi a riflettere, perché potrei davvero avere una trave nell’occhio… Spesso, infatti, ciò che mi irrigidisce e mi rende sprezzante nei confronti degli altri è un difetto che è presente anche in me, ma che è più facile odiare e giudicare nell’altro!

Prendere del tempo per ascoltare e accogliere ciò che si agita in me per capire come mai quell’atteggiamento mi provochi così tanto, potrebbe invece essere occasione per conoscermi meglio e vedere più chiaro nella mia vita.

Allora potrei passare dalla critica all’autocritica, scoprendomi come tutti bisognoso di misericordia, smettendo così di giudicare gli altri per giustificare me stesso.
E solo allora saprò guardare con amore alla pagliuzza nell’occhio di mio fratello e accogliere insieme con lui il dono di misericordia del Signore.

Valentina Dovico s.a.

Rete Loyola (Bologna)


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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