fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 28 Dicembre 2019

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Come comincia l’infanzia di Gesù? Quanto pare non sembra facile, ma con tante difficoltà. “Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.”

Anche noi possiamo diventare come Erode, quello che fa lui, non lo fa perché è forte, ma lo fa perché ha paura. Ha paura di perdere il trono, di non essere lui più al centro del mondo. Si infuria per questa cosa. Noi forse non uccidiamo fisicamente nessuno, ma la nostra paura ci fa morire. Noi diventiamo Erode ogni volta quando cerchiamo di togliere Gesù dalla nostra vita perché i nostri progetti non vanno come li abbiamo pensato noi.

Diventiamo Erode ogni volta quando prevalgono le nostre paure sulla nostra vita, che è voluta da Dio. Credo che questo Vangelo chiama ognuno di noi a stare attento, non per spaventarci, perché amore non fa paura. Gesù è venuto per i malati, non per i sani, è venuto per dare il senso alla nostra vita, dare la speranza al dolore innocente.

“Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre.” Giuseppe come il modello di colui che sa cosa è essenziale nella vita di ogni cristiano. Nelle notti più buie, nelle nostre paure quello essenziale sono Gesù e Maria. Solo con Lui, la nostra vita diventa umana, pienamente umana. Non è il nostro potere, non è il nostro io che ci salva!

Fra Marin Berišić

Commento a cura di fra Mario e fra Marin Berišić OFMCap


Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 2, 13-18   I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».   Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio».   Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esatezza dai Magi.   Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più». Parola del Signore
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