Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 14 Maggio 2021

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La Chiesa…..insiste.

Ritorna infatti a proporre la riflessione su un testo già letto, per intero, Domenica scorsa e, “ in due puntate “, la settimana scorsa.

Ci vuole annoiare?

No.

Ci vuole invitare a…..RIMANERE.

Ritiene infatti cosi’ importante la meditazione su questo verbo e sulle “ conseguenze benefiche “ che esso apporta alla vita spirituale che insiste a proporci questo brano.

E, allora, in pillole, ripercorro i punti più rilevanti per la nostra riflessione.

Il primo.

Perchè “ Rimanere “?

Perchè, come dicono i versetti precedenti, “ senza di Lui non possiamo fare nulla “.

Nessuna pianta puo’ vivere se non assorbe linfa dalle sue radici.

Se il ramo viene reciso, secca e muore perché non ha piu’ nutrimento.

Cosi’ è anche per noi.

Siamo stati creati da Dio.

La sua Parola è il nutrimento per la nostra anima, cosi’ come il pane, l’acqua, lo sono per il nostro corpo.

Se ci priviamo del pane e dell’acqua il nostro corpo muore.

Di questo ci rendiamo tutti conto e ci affanniamo, ogni giorno, per non farci mancare questo cibo.

Se ci priviamo della Sua Parola la nostra anima muore.

Di questo, purtroppo, solo in pochi se ne rendono conto, salvo poi chiedersi: “ perché la mia vita è triste, morta?

Semplice: perché non le stai dando linfa per l’anima.

Il secondo.

Che significa “ Rimanere in Dio “?

Significa “ rimanere nel suo amore “.

E’ bellissimo.

Il testo ci sta dicendo che il nostro Signore vuole un rapporto di amore con noi, un rapporto intimo, a tu per tu.

Il terzo.

Come si “ rimane nell’amore “?

Osservando i comandamenti, cosi’ come li ha osservati, prima di noi, Cristo stesso (  “ se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore “ ).

Cristo ha “ sperimentato l’Obbedienza “ e ci dice che essa è lo strumento per “ rimanere  nell’amore “.

Osservare i comandamenti significa allora non ubbidire ciecamente a delle regole ma fidarsi di chi ci ha dato la vita, di chi ha creato il mondo e sa meglio di tutti come funzioniamo e di cosa abbiamo veramente bisogno.

Il quarto.

Quali comandamenti dobbiamo osservare?

Ovviamente TUTTI.

Ma…ce ne è uno in particolare?

SI.

Quello che consente, con semplicità, senza percepirlo come un peso, di osservare tutti gli altri.

“  Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi “.

Il comandamento di Cristo ( “ Questo è il mio comandamento “ ) è, quindi, l’AMORE, o, meglio, l’IMITAZIONE DEL SUO AMORE.

Siamo chiamati ad amarci “ come Lui ci ha amato “.

Il quinto.

E come ci ha amato Cristo?

In pienezza assoluta, non esitando a dare la sua vita per la nostra Salvezza.

Proprio per questo dice che “ nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici “.

Il sesto.

Cosa significa “ dare la vita “?

Significa aprirsi, spendersi, combattere, mettere a disposizione i doni ricevuti.

Significa, in altre parole, non concentrarsi solo su sè stessi ma “ dare “, anche se questo fa male, anche se questo porta a lasciar andare una parte di noi.

Questo è “ amare come Cristo ci ha amati “.

Buona giornata e buona “ ripetizione “ a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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