Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 12 Settembre 2021

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Ma voi, chi dite che io sia?

E’ la domanda bruciante che la odierna pagina evangelica propone.

Diceva, a ragione, Paolo VI, che è il quesito che, ogni giorno, un cristiano dovrebbe porsi.

E’ solo partendo da esso, e dalla risposta che, ciascuno, dà, che si puo’ procedere nel proprio cammino di fede.

Non a caso la domanda si trova nel capitolo 8 del Vangelo di Marco.

A metà Vangelo.

Mi piace pensare che è li’ perché è una domanda “ adulta “ che deve porsi “ un cristiano adulto “, che ha già vissutola “ metà “ o oltre della sua vita terrena e ha avuto modo di frequentare Gesu’.

Adesso, “ mentre viaggia verso i villaggi intorno a Cesarea “, cioè mentre percorre il cammino della sua vita, deve rispondere.

Altrimenti è tutto vano.

La domanda me la faccio quasi quotidianamente.

Sto “ viaggiando “ con Lui da un bel po’, mi sono addentrato parecchio nei suoi sentieri.

Chi è allora per me?

E’ colui che risponde alla mia ricerca di senso, è il mio MOTIVO.

Ecco.

Oggi risponderei cosi’: “ E’ il motivo della mia esistenza “.

Mi trovo vicino, in questo, alla risposta che dette Pietro.

Dire “ Tu sei il Cristo “ non è nient’altro che un’espressione per dire tu sei il motivo di tutto ”.

Se la risposta è questa mi risuonano forti le parole utilizzate dal bravissimo Don Luigi Maria Epicoco in un commento a questa pagina.

Dice il Don: “ Se ti è chiaro che Cristo è il motivo di tutto la tua vita non è più la ricerca di un motivo, ma solo un modo per vivere a partire da questo motivo. Delle volte noi cristiani continuiamo a cercare come se stessimo ancora cercando la risposta più convincente alla nostra domanda di fondo. Ma la risposta c’è già: è Cristo. Il nostro vero problema è capire come si vive a partire da una simile risposta. Deve rasserenarci il fatto che nemmeno i discepoli sapevano bene cosa ciò significasse, e che ci hanno messo del tempo per capirlo “.

Ecco.

La difficoltà è questa.

Come si vive a partire da una simile risposta?

E’ complesso perché…mi scopro come Pietro, e, dopo aver “ risposto bene “…mi perdo, accetto con difficoltà che seguire Gesu’ significa “ soffrire molto “, “ essere rifiutato “, “ morire “.

Mi spaventa.

La tentazione è quella di ripensarci, di tornare indietro, di essere tra quelli che quando Gesu’ chiede ( Gv 6,67 ): “ Forse anche voi volete andarvene? “, lo fanno.

Poi però, ci ripenso.

Vedo che, come spesso capita a tanti cristiani, mi fermo al dolore, al Venerdi’ Santo, alla sofferenza, al rifiuto, alla morte.

Dimentico che Gesu’ dice e, soprattutto, CI DA’ LA PROVA, con la sua vita terrena, che, dopo la morte, c’è la “ Resurrezione “ e che chi “ perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo la salverà “.

E allora mi fido, mi affido e, anche se spesso non comprendo, anche se la tentazione di andar via, a volte, mi ritorna, dico, come Pietro ( Gv 6,67 ): “ Resto. Da chi andrei? Solo tu hai parole di vita eterna “.

Senza di te non ci sarebbe MOTIVO, senza di te vana sarebbe la vita.

Ma voi, chi dite che io sia?

Ciascuno, oggi, si faccia questa domanda.

Buona Domenica e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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