Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 10 Novembre 2021

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Il testo proposto oggi dalla liturgia è uno di quelli sui quali è bello fermarsi ad immaginare la scena.

Essa è movimentata.

Accadono tante cose.

Gesu’, come sempre, “ camminava “, portava ovunque la sua Parola, nell’ambito di un percorso che  lo avrebbe condotto a “ Gerusalemme “, cioè sulla croce.

Il primo messaggio che traiamo è pertanto questo: se siamo cristiani non dobbiamo stare fermi ma camminare, percorrere incessantemente la nostra strada, che ci porta, inevitabilmente, alla croce, cioè al servizio.

Nel fare il “ suo cammino “ Gesu’ incontra tante persone le quali, come i due lebbrosi di oggi, “ gli vanno incontro “ e gli dicono “ abbi pietà di noi “.

Il secondo messaggio è allora: durante il nostro cammino cadremo, sbaglieremo, peccheremo, ci sembrerà di essere inadeguati, indegni. Non dobbiamo però scoraggiarci ma “ continuare ad andare incontro a Cristo “, riconoscere i nostri peccati, e chiedergli di “ avere pietà “, cioè “ commossa partecipazione “ alla nostra debolezza. Stiamo certi che, agendo in tal modo Cristo, cosi’ come fece con i due lebbrosi, ci “ vedrà “ e ci “ purificherà “, ci donerà, cioè, la possibilità di essere Salvati.

Fino ad ora ha operato Cristo.

Adesso toccava ai “ lebbrosi “ ed, oggi, tocca a noi.

Il Signore ne ha purificati dieci ma uno solo lo loda e si prostra ai suoi piedi per ringraziarlo.

Uno solo, e per giunta un samaritano, uno che veniva mal considerato dai giudei.

Cio’ legittima la domanda, da cui trapela un inevitabile sconforto: “ e gli altri nove dove sono?

Chiediamoci oggi: sono anche io tra questi nove?

Anche a me Gesu’ sta dicendo: ti ho purificato, ho redento i tuoi peccati con la mia morte, ti ho donato la possibilità di salvarti e tu…non mi ringrazi neanche?

Si, fratello, sorella, è questo il problema: non siamo riconoscenti a Cristo per i doni che ci ha fatto, soprattutto di quello di poterci salvare mettendoci alla sua sequela.

Rischiamo, in tal modo, di sprecare la grande occasione che ci ha donato, corriamo il pericolo di non trasformare, cosi’ come i nove lebbrosi del Vangelo, la “ purificazione “ in “ Salvezza “.

Che la lettura e la meditazione profonda di questa pagina ci apra alla riconoscenza a Cristo, da cui deriva il camminare alla sua sequela, unica strada che conduce alla Salvezza.

Buona giornata e buona riflessione a tutti.


A cura di Fabrizio Morello

Foto: mia.

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