don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 5 Ottobre 2020

“Chi è mio prossimo?”

Non è stata la teologia del sacerdote, nè la cura per il culto di Dio del levita che li hanno spinti a soccorrere l’uomo assalito dai briganti, ma la sensibilità umana e la compassione del buon samaritano, un uomo che non sapeva granchè nè di teologia, nè di liturgia. L’atteggiamento del buon samaritano mette continuamente alla prova chiunque si considera credente. A volte ci sono dei prossimi “istituzionali” di cui ci si occupa. Delle categorie di persone considerate più di altre povere, socialmente a rischio, deboli. Ma ci sono dei prossimi “on the road”, di quelli che si incontrano per caso, senza particolari etichette, o perchè sfuggono a determinate logiche e interessi.

Sono dei prossimi poco emergenti perchè non soffrono di particolari disagi, ma hanno ugualmente bisogno di gesti di umanità, di solidarietà, di accoglienza. A volte non si possono conoscere le lotte interiori, i momenti di solitudine o di smarrimento che l’altro può vivere. Anche il collega, il confratello, il marito o la moglie che hai sempre a fianco con il sorriso smagliante. Forse un complimento, un gesto di attenzione non gli offriranno la risposta che cerca, ma lo aiuteranno a superare un momento particolare che sta vivendo perchè si è sentito amato e accolto. Sai già chi puoi far diventare il tuo prossimo?

In breve

Non ci sono delle categorie di prossimo istituite. Il tuo prossimo può diventare chiunque. Dipende solo dalla tua sensibilità, dall’amore con cui vuoi metterti in gioco. Sai già chi può diventare il tuo prossimo?


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Commento a cura di don Vincenzo Marinelli

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