don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 4 Novembre 2020

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“Essere mio discepolo”

Chi ama sul serio sa bene che non può amare tutti allo stesso modo. L’ amore deve essere proporzionato al tipo di relazione che si ha con l’altro. Non si può amare il proprio marito o la propria moglie, come si ama un figlio, o un amico. Gesù chiede ai suoi discepoli un amore vero che non sia comparabile o alternabile a nessun altro tipo di amore umano. Un amore che abbia il primo posto anche sulla propria vita. Il rischio è di fuggire davanti a questa serietà, piuttosto che restarne ammirati. Se una donna chiedesse ad un uomo di essere amata quando ha del tempo libero, o quando ne ha voglia, che amore sarebbe? Se non chiedesse di essere amata per sempre e più di ogni altra donna, sarebbe una degna compagna di vita?

Non si dubiterebbe forse della serietà di chi si accontenterebbe di un amore meno esigente?
Se Gesù chiede un amore così radicale ai suoi discepoli è perchè egli ama davvero e chiede di essere ugualmente amato con dignità e rispetto. Il suo amore è fedele e non può essere corrisposto con un amore a tempo determinato o volubile, o condizionato. Tu hai cominciato ad amare così Gesù? Sei un discepolo così come Lui chiede?

In breve

Così come due sposi gioiscono nel promettersi un amore unico e fedele, senza condizioni o compromessi, anche tu, come discepolo di Cristo, dovresti gioire nel sapere che il Signore ti chiede di essere amato in modo unico e fedele al di sopra di ogni altro amore umano, anche più della tua stessa vita.


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