don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 6 Maggio 2020 – Gv 12, 44-50

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«Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre». L’immagine del­la luce e del buio è quanto di più efficace il Vangelo usa per farci comprendere il ruolo di Cristo.

Quando si è al buio le cose esistono ma non sono visibili. Al buio anche una cosa bella può diventare un pericolo perché puoi andare a sbat­terci contro. Nel buio non ci sono scelte ma solo tentativi, per questo nel buio è difficile fare qualunque cosa e si ri­schia di rimanere sempre fermi nello stesso punto. Ma se in quel buio qualcuno accende una luce, allora le tenebre non hanno più il potere di prima. Gesù è venuto a far questo: a toglierci dal dominio delle tenebre. E proprio per questa sua opera ogni uomo può vedere, scegliere, camminare, godere le cose, difendersi dal male e scegliere il bene.

Con la luce di Cristo l’uomo non procede più per tentativi ma per scelte. Ma questa luce rimane solo una proposta, non è un obbligo: «Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mon­do, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno».

L’inferno non è un’in­venzione di Dio per punirci o spaventarci. L’inferno è la concreta possibilità che davanti al dono della luce noi scegliamo deliberatamente di tenere gli occhi chiusi e prolungare così le tenebre. Noi siamo liberi fino all’inaudita conseguenza di poterci mettere contro Dio, contro la sua luce. Ed è proprio questa possibilità che fonda l’amore, perché l’amore è pos­sibile solo se siamo liberi.

Finché scegliamo Dio per paura dell’inferno non abbiamo ancora conosciuto Cristo che dice chiaramente che il suo scopo non è quello di condannare ma quello di salvare. La condanna è solo la concreta possibilità di una nostra scelta.

«Perché io non ho parlato da me – dice Gesù – ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna».


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva

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