Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 13 Agosto 2020

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Ho già detto più volte quanto sia difficile perdonare e quanto sia, nello stesso tempo, fondamentale. A tal punto che non ci si può definire cristiani se non si è disposti a perdonare.

Ma perdonare, è giusto ribadirlo, non è un fatto automatico, né tantomeno spontaneo… perdonare è sicuramente impegnativo… ma non è impossibile!

Sfatiamo subito alcuni miti:
Perdonare è un atto, non è un sentimento. Non si sente di perdonare, ma lo si vuole… si decide di farlo… ci si impegna a farlo anche quando, appunto, non lo si sente come una cosa spontanea…

Perdonare non è dimenticare. Almeno non subito, almeno non tutto! Ci sono cose davvero difficile da perdonare e impossibili da dimenticare…
È superficiale dire, come spesso si sente dire: perdonare è dimenticare. No! non posso cancellare dalla mente il male ricevuto, ma posso sicuramente vivere e andare oltre questo male. Questo è perdonare. Del resto, Gesù risorge con i segni della passione… a perpetua memoria non di quello che è accaduto ma di quanto sia stato grande il Suo amore.

Parimenti io non dimenticherò il male ricevuto non per rinfacciarlo ma per ricordarmi quanto è grande il perdono!

Come si fa, allora, a perdonare?
Il vangelo di oggi, con le parabole dei due servi, ci chiarisce immediatamente che la forza per perdonare può, forse deve, venire dal riconoscere il nostro bisogno di perdono: Signore siccome io ho immenso bisogno del tuo amore e del tuo perdono, non posso negare agli altri quello che anche io chiedo con forza.
Il resto… è solo questione di coerenza…

Un’ultima cosa…
Dipende da quello che è successo… a volte è necessario che passi del tempo… ciò che conta è che non ci sia volontà di vendetta ma desiderio di perdono…

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AUTORE: Don Antonio Mancuso
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