Commento al Vangelo di domenica 18 Agosto 2019 – don Luciano Labanca

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Chi si accosta al Vangelo in modo superficiale e grossolano, non lasciandosi coinvolgere dalla persona di Gesù, rischia di confonderne il messaggio più autentico con una morale buonista e affettata.

La pagina del Vangelo di questa domenica, invece, ci fa sentire tutta la forza dirompente del Figlio di Dio fattosi uomo per noi, che chiede a ciascuno di prendere una netta posizione nei riguardi della sua persona: o con Lui o contro di Lui. La vita di Gesù è stata tutta orientata al mistero pasquale, questo fuoco di amore e di purificazione che Egli ha acceso sul Golgota, trasformando il tempo e la storia in occasioni di salvezza.

La determinazione di Gesù, che – come abbiamo ascoltato qualche domenica fa – si è incamminato decisamente, “a viso duro”, verso Gerusalemme, provoca ciascuno di noi alla decisione. Scegliere di seguirlo comporta delle conseguenze per la nostra vita e spesso anche per i rapporti con gli altri. Quanto è evidente la verità di questa Parola in tanti luoghi della Terra dove non è possibile una libera professione di fede nel Cristo Salvatore!

Quanti figli e figlie devono subire la persecuzione nella stessa famiglia, dalle persone più vicine, per il Nome di Gesù! Noi cristiani dell’Occidente, abituati al pluralismo e alla convivenza più o meno pacifica, spesso viviamo una fede annacquata, priva di testimonianza e incidenza sociale, che cede al relativismo. Quante volte diciamo e ci diciamo: “in fin dei conti, tutto va bene!”.

Gesù, in questa pagina, ci chiede altro: si aspetta da noi una testimonianza forte, capace di mettere in crisi noi stessi e gli altri quando è necessario, di far sorgere delle domande, degli interrogativi seri, superando l’insignificanza. Accogliere questa testimonianza si traduce nel saper riconoscere i cosiddetti “segni dei tempi”, ossia le tracce del passaggio di Dio nella storia.

Gesù, a conclusione del brano, richiama contro l’ipocrisia di chi sa riconoscere il tempo cronologico e atmosferico con i suoi segnali empirici, ma non quello significativo per ciascuno, che diviene l’occasione dell’incontro con Lui e della nostra autentica adesione alla sua Persona, proprio come accadde a Zaccheo: “oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Lc 19,10). Che non ci capiti di farci sfuggire questa occasione di salvezza!

Fonte – il blog di don Luciano

Letture della
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Mi hai partorito uomo di contesa per tutto il paese.

Dal libro del profeta Geremìa
Ger 38,4-6.8-10

In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché quest’uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi».
 
Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremìa con corde. Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango.
 
Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame là dentro, perché non c’è più pane nella città». Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlec, l’Etiope: «Prendi con te tre uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 39 (40)

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido. R.
 
Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi. R.
 
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore. R.
 
Ma io sono povero e bisognoso:
di me ha cura il Signore.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
mio Dio, non tardare. R.

Seconda Lettura

Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,1-4


Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
 
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
 
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Parola di Dio

Vangelo

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 49-53

 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
 
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore

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