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Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 12 agosto 2026

Quando qualcuno mi ferisce, la reazione più spontanea è prendere le distanze, chiudere il dialogo o aspettare che sia l’altro a fare il primo passo. Gesù, invece, mi invita ad avere il coraggio di cercare l’incontro.

Lo scopo non è dimostrare chi ha ragione, ma guadagnare un fratello. La relazione vale più dell’orgoglio, e la correzione fraterna nasce dall’amore, non dal giudizio. Anche quando sembra difficile ricucire una ferita, Gesù non mi lascia solo. Mi ricorda che ogni volta che due o tre persone si ritrovano nel Suo nome, Lui è realmente presente.

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Questo significa che, quando scelgo il dialogo, il perdono e la riconciliazione, non sto agendo solo con le mie forze: Cristo è in mezzo a noi e rende possibile ciò che da soli non riusciremmo a fare. Ogni riconciliazione è una vittoria dell’amore di Dio, perché nessun fratello è un avversario da sconfiggere, ma una persona da ritrovare.

C’è qualcuno con cui il Signore mi sta chiedendo di ricostruire un rapporto invece di alimentare la distanza? Quando vivo un conflitto, cerco davvero la riconciliazione o solo di avere l’ultima parola?

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