Cenacolo GAM – Commento al Vangelo del 10 Giugno 2019 – Gv 19, 25-34

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Mediatrice e Madre degli uomini

Il Vangelo di Giovanni afferma e rivela la parte insostituibile della Vergine nell’economia divina della grazia.
Guidato da ricordi a cui conferisce un valore simbolico, ecclesiale ed eterno, Giovanni mostra Maria nel suo ruolo di Mediatrice e in quello di Madre degli uomini.

Le due scene di Maria, collocate all’inizio e alla fine della vita ufficiale del Verbo fatto carne, si corrispondono e si completano.
La prima scena è quella del miracolo di Cana. L’Ora di Gesù rappresenta il momento, fissato da tutta l’eternità, per un’azione particolarmente importante. Allorché la donna dà alla luce una creatura, Gesù dice che la sua «ora», l’ora di quella donna, è venuta. Quando Gesù si sacrifica, dice: «Padre, è venuta l’ora». Quando entra nella sua Pasqua e nella sua Passione, a cui prelude mediante la lavanda dei piedi e l’insegnamento del comando d’amore, Giovanni afferma che è venuta l’ora per Gesù di passare da questo mondo al Padre.

Se i suoi nemici non hanno potuto catturarlo, Giovanni spiega dicendo che l’ora di Gesù non era ancora venuta. A sua Madre che gli chiede, con discrezione, un atto di potenza in favore degli sposi, Gesù a Cana risponde che la sua ora non è venuta. Doveva manifestarsi più tardi. Tuttavia la domanda di Maria non rimane senza effetto. La Vergine non alterò i destini. Semplicemente, secondo il linguaggio di Cartesio, Dio aveva da tutta l’eternità previsto che avrebbe anticipato la sua «ora» a causa della preghiera di Maria.

La seconda scena è ai piedi della Croce. Maria è sola, ritta accanto al discepolo prediletto. Questo discepolo senza nome rappresenta, nello stesso tempo, l’autore del Quarto Vangelo, il collegio dei dodici apostoli, i discepoli, la Chiesa, l’umanità intera. Nell’ora più grave della sua vita, quella in cui tutto stava per essere consumato, Gesù affida l’umanità al Cuore materno di Maria.

Giovanni aveva certo l’idea che Maria doveva essere per l’umanità ciò che era stata per l’unigenito Gesù: una madre. Egli sottintende che l’ora era la più dolorosa di tutte, simile a quella di una madre che dà alla luce un bimbo: era la sua ora.

Padre Braun spiega la famosa frase: «Donna, ecco tuo figlio …» con dei riferimenti ai due primi capitoli della Genesi. Giovanni presenta, nella «Madre di Gesù», una nuova Eva, che ingaggia un ultimo combattimento col principe di questo mondo, e che conquista in questa maniera il diritto di essere la Madre dei viventi.

La Parola per me, Oggi

Accolgo concretamente nella mia vita Maria come Madre? Mi affido a Lei per divenire sempre di più membro vivo della Chiesa sgorgata dal sacrificio di Gesù in croce? La imito per imparare da Lei a vivere da figlio di Dio?

La Parola si fa Preghiera

Oggi ti scelgo, o Maria, come mia Madre e mia Regina, e ti offro e consacro in totale sottomissione e amore la mia anima e il mio corpo, i miei beni materiali e spirituali nonché il valore stesso delle mie buone azioni passate, presenti e future, lasciandoti il completo e totale diritto di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, a tuo piacimento, per la maggiore gloria di Dio, nel tempo e per l’eternità. Amen! (S. Luigi Grignon da Montfort)

FonteCenacolo GAM

Il Cenacolo GAM si fonda essenzialmente sulla Parola di Dio e sulla preghiera.
Il Cenacolo GAM ama il Papa e la Chiesa a lui unita e gli promette fedeltà indiscutibile.

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Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19, 25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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