Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 Settembre 2020

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Medita

Questa bellissima immagine campestre, con Gesù e i discepoli che passando tra i campi di grano sfregano e mangiano le spighe, è interrotta dalla provocazione dei farisei su ciò che è lecito o meno fare nel giorno di sabato. Una prospettiva, questa, di chi guarda le cose con l’occhio del giudizio e non con la visione dell’amore. La legge, per quanto giusta, non riempie il cuore, non dà la sensazione di essere amato, di aver avuto il dono di Dio che ha aperto una visione nuova sulla nostra vita. Gesù ci invita a scoprire la bellezza della libertà dei figli, di coloro che si fidano, che si abbandonano a Lui senza la paura di un Dio che giudica o che punisce, ma con la convinzione di un Padre pronto ad aprirci le braccia e ad accompagnarci in ogni momento.

Rifletti

La mia fede è più attenta a rispettare regole o a far prevalere il dono dell’amore? Quanto riesco a mettere la mia vita nelle braccia del Padre?

Prega

Vorrei saper pregare, vorrei saper chiedere aiuto,
vorrei saper ringraziare, vorrei saper attendere,
vorrei saper amare, vorrei saper piangere,
vorrei sapere quello che non si può imparare.
Io non lo so, io non so che sedermi e lasciar entrare Dio
a fare il lavoro al mio posto.
Dio o più spesso uno dei suoi intermediari:
la pioggia, la neve, le risate dei bambini.
(Christian Bobin)


AUTORE: Claudia Lamberti e Gabriele Bolognini
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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