“Non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dรฌ soltanto una parola e il mio servo sarร guarito”. Eโ il vangelo di oggi che ci presta quotidianamente le parole che usiamo di consueto nella liturgia proprio ad un passo dalla comunione. Ma in realtร non ci accorgiamo quasi mai di quanta fede ci sia in questa espressione cosรฌ semplice e cosรฌ autentica di questโuomo.
Il centurione romano dice a Gesรน che si fida cosรฌ tanto di Lui da non avere bisogno di altri segni, o di altre prove concrete se non semplicemente la Sua semplice parola. Per lui basta solo la parola di Gesรน a cambiare le carte in tavola senza bisogno di fuochi dโartificio, prove, controprove. Mentre noi abbiamo invece continuamente bisogno di segni, di prove, di gesti, di rassicurazioni forse perchรฉ non ci fidiamo veramente di Lui. Cerchiamo cosรฌ lโeffetto esteriore perchรฉ non crediamo che Lui sia cosรฌ capace di cambiare la sostanza delle cose.
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La parola d’ordine di oggi invece รจ โfidarsiโ della Parola senza domandare altri โsegniโ. Il segno piรน bello รจ quello della fiducia. ร poter pregare con la certezza di essere giร stati ascoltati. ร affidarsi nella consapevolezza che se Dio dice di amarci non puรฒ mai agire conto lโamore perchรฉ agirebbe contro se stesso.
La fede รจ saper credere a questo amore e non allโevidenza degli eventi nella loro superficie. Un bambino non teorizza troppo sui pericoli se รจ in braccio alla madre o al padre. Vive nellโinteriore certezza che รจ la presenza di quella persona il motivo di sapersi al sicuro sempre e comunque. Per lui vale di piรน la rassicurazione di quella persona che il pericolo incombente. La fede รจ un dono, ma dare fiducia รจ una scelta.
La fede รจ come avere un padre che ti prende in braccio, ma la fiducia รจ scegliere di credere piรน a quelle braccia che a tutto il resto che grida il contrario. โSignore non merito nulla, ma mi basta la Tua parola per sapermi salvo, perchรฉ tu mi hai insegnato che lโamore รจ dono gratuito e io credo alla gratuitร del tuo amore senza altri segniโ.
don Luigi Epicoco su Facebook
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
Mt 8, 5-11
Dal Vangelo secondoย Matteo
In quel tempo, entrato Gesรน in Cafร rnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: ยซSignore, il mio servo รจ in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmenteยป. Gli disse: ยซVerrรฒ e lo guarirรฒยป.
Ma il centurione rispose: ยซSignore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarร guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo faยป.
Ascoltandolo, Gesรน si meravigliรฒ e disse a quelli che lo seguivano: ยซIn veritร io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede cosรฌ grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieliยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
