L’umanità, pare dirci Gesù con questa parabola, si divide in due categorie: gli intelligenti e gli stupidi, o meglio ancora i responsabili e gli irresponsabili.
E per farci capire le nostre responsabilità di battezzati oggi, Egli ci parla della vita come di una preparazione ad una festa di nozze. Al tempo di Gesù c’erano gli amici dello sposo e le amiche dello sposo che accompagnavano gli sposi nel raggiungere la promessa sposa a casa dello sposo.
Bene, tutta la nostra vita è una preparazione alla festa di nozze con lo sposo che è il Signore. C’è quindi un modo di vivere con responsabilità questa vita e non. Che responsabilità abbiamo di cristiani, di depositari del tesoro della fede? Come facciamo fruttificare questo tesoro? Come la fede porta un valore aggiunto alla nostra umanità?
L’ascolto della Parola è la sapienza della vita simboleggiata dall’olio delle lampade e nessuno può sostituirsi ad altri. Se ascoltiamo la Parola, anche se siamo sorpresi da momenti di “sonno” riusciremo o a risvegliarci e continuare a camminare.
Che tristezza se dopo aver vissuto apparentemente da cristiani, il Signore alla fine della vita, ci dicesse: non ti conosco! Attenzione dunque: il vangelo oggi ci interroga sulla nostra responsabilità di credenti che amano il Signore e fanno innamorare altri di Lui. Il punto è sempre quello: l’amore.
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
