Domanda capitale che viene fatta a Gesù. Chi si salva? Sono pochi? Domanda scaturita dalla predicazione e comportamento di Gesù. Chi lo ascolta e li vede vivere capisce che la salvezza è qualcosa di importante e impegnativo. Non è una passeggiata, non è un buono sconto spendibile nell’altra vita.
Gesù risponde di sì, in pratica. E motiva questa sua affermazione dicendo che molti cercheranno di salvarsi pochi vi riusciranno, perché non riescono ad entrare per la porta stretta della salvezza che è l’umiltà.
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Infatti, conclude, gli ultimi saranno i primi e chi si sente di primeggiare nella vita sarà all’ultimo posto.
L’umiltà è la porta stretta e piccola che ti costringe ad abbassarti davanti a Dio e al mondo, a rimpicciolirti a sgonfiare il pallone gonfiato che sei. È una porta che si attraversa non per obbligo ma per volontà, per scelta. È una soglia d’ ingresso che ti lascia dietro un modo di impostare la vita lontano da Dio ( non so di dove Siete, non vi conosco…) a un modo di conoscenza personale di Dio che è verità, umiltà, bontà infinita.
Guai a noi se un giorno meritassimo di ascoltare queste parole dure del Signore: chi sei? Non ti conosco!
Avremmo sciupato la nostra vita per sempre.
Essere umili è una scelta che deriva da una decisione che ci mette in cammino verso la santità. Dio fa grazia agli umili ma rigetta i superbi.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
