Viviamo in un tempo in cui la parola amicizia viene usata con troppa leggerezza. Bastano un “like”, un messaggio o una foto insieme per definirsi amici. Ma il Vangelo ci mette davanti a un’amicizia di tutt’altra qualità: quella tra Gesù, Marta, Maria e Lazzaro.
Gesù non è un amico che cerca di piacere a tutti. È un amico che ama fino in fondo. Per questo piange davanti alla tomba di Lazzaro, soffre con chi soffre, condivide il dolore dei suoi amici. Ma non si ferma alle lacrime: chi ama davvero non lascia l’altro prigioniero della morte. Lo chiama fuori dal sepolcro.
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La vera amicizia non ci asseconda nei nostri limiti, ma ci aiuta a rinascere. Per questo Gesù corregge Marta quando è tutta presa dall’affanno e dall’agitazione: «Tu ti affanni e ti agiti per molte cose…». La invita a fermarsi, ad ascoltare la Parola, a scegliere ciò che davvero dà vita. Una correzione fatta con amore non umilia, ma libera.
Domandiamoci con sincerità: i nostri amici ci fanno crescere o ci confermano nei nostri errori? Ci avvicinano a Cristo o ci allontanano da Lui? Ci incoraggiano a diventare migliori o alimentano le nostre paure e le nostre mediocrità?
L’amicizia autentica non è quella che dice sempre “hai ragione”. È quella che, con delicatezza e verità, ci tende la mano quando stiamo entrando nel sepolcro della tristezza, del peccato, della delusione o della superficialità. È quella che ci ricorda chi siamo davanti a Dio e ci restituisce il coraggio di vivere.
Gesù è l’Amico fedele che non abbandona mai. Entra nelle nostre notti, piange con noi, ci corregge quando è necessario e continua a gridare davanti ai nostri sepolcri: “Vieni fuori!”. Perché ogni incontro con Lui è una risurrezione.
Oggi chiediamoci: sono un amico che dà vita agli altri o che spegne la loro speranza? Perché la vera amicizia ha sempre il profumo del Vangelo: conduce a Cristo, e in Cristo fa risorgere.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
