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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 29 Febbraio 2024

Pagina emblematica e pittoresca. Questa parabola sembra una fiaba. Ha della realtà umana e divina. Un tempo sulla terra e uno in Cielo. Il secondo è qualitativamente frutto del primo. Una buona vita terrena dà una buona vita celeste. E che cosa fa la differenza perché si possa vivere per sempre “senza tormenti”? Il bandire l’indifferenza nella nostra vita.

Il riccone di cui parla Gesù è indifferente alla vita di un povero che sedeva sull’uscio di casa sua. Era lì da anni ma lui non lo vedeva. I suoi servi gli sventolavano le briciole e i resti della sua tavola…ma non per lui, per i cani che brancolavano intorno. Solo che il povero Lazzaro se ne cibava anche lui. La morte di entrambi cambia radicalmente la situazione e la riporta alla sua verità.

Il povero gode di pace e gioia e il riccone soffre le pene dell’inferno, cioè della mancanza assoluta di Dio e del suo amore.  È proprio questo che dobbiamo coltivare per non meritare la sorte del riccone. Non un amore smisurato per se stessi.

Ma un sano amore di sé che ci fa vedere noi stessi e gli altri nella verità. Così affineremo il nostro sguardo verso tutto ciò che ci circonda, verso chi ha bisogno del nostro aiuto, chi ha avuto meno dalla vita. E ci accorgeremo di chi abbiamo lasciato fuori di casa nostra.

Questo è il tempo della misericordia. Dopo ci sarà la gioia eterna o la sofferenza eterna.  

Accogliamo la misericordia di Dio ogni giorno che ci trasforma occhi e cuore e vivremo per sempre felici nell’amore.

Chi ho lasciato fuori della porta di casa mia? vi rifletto alla luce di questa Parola.

A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade