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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 28 agosto 2026

Il Vangelo di oggi è provocatorio perché ci dice una cosa scomoda: non tutte le persone che aspettano lo Sposo sono realmente pronte ad incontrarlo.

Le dieci vergini hanno tutte la lampada.

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Tutte aspettano.

Tutte si addormentano.

Tutte, quando arriva il grido, si svegliano.

Eppure cinque entrano alle nozze e cinque rimangono fuori.

La differenza non sta nel sonno. Dormono tutte.

La differenza sta nell’olio che avevano preparato.

E allora la domanda per noi diventa: che cosa alimenta la mia lampada?

Perché possiamo essere dentro la Chiesa, pregare, partecipare alle celebrazioni, parlare di Dio, svolgere servizi, avere incarichi, persino accompagnare gli altri… e nello stesso tempo non essere interiormente vigilanti.

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La lampada può esserci, ma senza olio non fa luce.

Il discernimento nasce dalla vigilanza

Gesù dice: «Vegliate dunque».

Stare svegli non significa non dormire fisicamente. Significa non addormentarsi nella vita spirituale.

Chi si addormenta spiritualmente perde la capacità di discernere.

Non riesce più a capire quando, come e dove il Signore lo sta chiamando.

Confonde ciò che desidera con ciò che Dio desidera.

Confonde un bisogno con una vocazione.

Confonde un’emozione con un’ispirazione.

Confonde ciò che gli piace con ciò che è bene.

E qui il Vangelo diventa davvero scomodo.

Non tutto ciò che sento viene da Dio.

Non tutto ciò che desidero devo assecondarlo.

Non ogni porta che si apre è una porta che Dio mi chiede di attraversare.

Per questo serve il discernimento.

Le armi spirituali non sono optional

Le vergini sagge avevano portato con sé l’olio.

È l’immagine di una vita spirituale preparata, alimentata, custodita.

La saggezza cristiana non consiste nel fidarsi semplicemente del proprio istinto, ma nell’utilizzare gli strumenti che la Chiesa ci mette a disposizione: la Parola di Dio, la preghiera, i sacramenti, l’Eucaristia, la riconciliazione, la direzione spirituale, l’esame di coscienza, il confronto comunitario e un autentico discernimento.

Perché quando arriva la notte, quando arriva la prova, quando dobbiamo prendere una decisione importante, non possiamo improvvisare la nostra vita spirituale.

L’olio non si compra all’ultimo momento.

La stoltezza è vivere secondo i propri impulsi

Le vergini stolte non sono persone cattive. Sono persone impreparate.

Ed è forse questa la forma più pericolosa di stoltezza spirituale: non fare necessariamente il male, ma vivere senza chiedersi più che cosa vuole Dio.

Assecondare continuamente i propri bisogni.

Difendere le proprie ragioni.

Seguire ciò che si sente.

Cercare conferme invece della verità.

Scegliere ciò che gratifica invece di ciò che fa crescere.

A poco a poco la lampada rimane senza olio.

E quando arriva il momento decisivo, ci accorgiamo che non abbiamo più luce per vedere.

E c’è una frase che fa paura

«Non vi conosco».

Non significa che Dio smetta di amarci.

Significa qualcosa di molto più serio: possiamo arrivare alla fine avendo vissuto una relazione con Dio solo in apparenza, senza aver realmente lasciato che Lui trasformasse la nostra vita.

E allora oggi il Vangelo ci pone davanti a una domanda che non possiamo evitare:

Sto davvero seguendo il Signore o sto chiedendo al Signore di seguire me?

Perché la differenza tra saggezza e stoltezza spirituale è tutta qui.

La persona saggia non dice:

“Signore, benedici quello che ho deciso io”.

Dice:

“Signore, fammi capire ciò che Tu vuoi da me, anche quando non coincide con ciò che desidero io”.

Questa è la vera vigilanza.

La lampada è la fede che mostriamo.

L’olio è la vita interiore che la alimenta.

La vigilanza è il discernimento che ci permette di riconoscere la voce dello Sposo.

E quando arriverà il momento di scegliere, non basterà avere una lampada in mano.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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