Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2026

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La preghiera di Gesù non è una formula: è un atto di identità. Quando Gesù ci consegna il Padre nostro, ci invita a entrare nella sua stessa relazione con Dio. Ma c’è un punto che brucia, il cuore vivo di questa preghiera: il perdono.

Gesù è chiaro: «Se voi perdonerete… il Padre perdonerà anche voi; ma se non perdonerete…»

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Non c’è via di fuga.

È provocatorio, sì: se non perdoniamo, non siamo ascoltati come figli. Possiamo dire mille preghiere, ma senza perdono rimaniamo sulla soglia. È la differenza tra “preghiere” e preghiera: le prime sono parole; la seconda è relazione.

Il Padre non ascolta schiavi che recitano formule, ascolta figli che gli somigliano.

E Dio è perdono.

Quando non perdoniamo, stiamo dicendo a Dio: “Io non voglio essere come te.”

La vera conversione allora non è cambiare qualche comportamento esterno, ma fare un passaggio interiore radicale: da servi che chiedono cose a figli che vivono l’amore del Padre.

Solo un figlio può dire davvero “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo”.

Un servo non lo dirà mai: non perdona, calcola.

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Un figlio invece ama, e nel perdono diventa simile al Padre.

La prova della nostra preghiera non è quanto parliamo con Dio, ma quanto il suo amore cambia le nostre relazioni. Il perdono è la porta stretta per entrare nel cuore di Dio. E solo chi attraversa questa porta può dire “Padre” con verità.

Sr Palmarita Guida fvt

A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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