Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 21 aprile 2026

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La folla chiede a Gesù un segno spettacolare.

Un prodigio che convinca, qualcosa che “dimostri” la sua autorità, come la manna ai tempi di Mosè. Ma Gesù smonta subito questa logica: i segni che passano non generano fede che rimane. La manna sfamò per un giorno, poi finì. Era un dono vero, ma non definitivo.

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Dio invece oggi offre un pane che non passa: il suo Figlio. Non un gesto, ma una Persona. Non qualcosa da guardare, ma Qualcuno da accogliere. Non un miracolo che dura un attimo, ma un pane che sostiene per l’eternità.

La domanda allora diventa personale e scomoda: noi cosa chiediamo al Signore? Un segno che ci impressioni o un Pane che ci trasformi?

Perché chi crede in Lui e si nutre di Lui non riceve solo consolazione: riceve vita.

E l’Eucaristia non è un rito da assistere, ma un fuoco che brucia dentro e cambia la sostanza del cuore.

Se lo ricevi davvero, diventi pane anche tu.

Pane per chi è affamato di senso, di ascolto, di tenerezza.

Pane per chi attraversa deserti interiori.

Pane per chi non ha più forza per sperare.

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Le persone che incontrano noi… sentono profumo di Pane vivo?

O trovano solo briciole secche delle nostre stanchezze?

Chiediamo la grazia di lasciarci nutrire da Lui, per diventare nutrimento per gli altri.

Perché il vero miracolo oggi non è far piovere manna, ma far crescere cuori eucaristici sazi dell’amore di Dio.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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