Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 maggio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 11,27-33

Con quale autorità fai queste cose?
Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

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Parola del Signore.

Perché esiste gente così, eccome. A volte anche fra noi, a volte anche nella Chiesa. E forse c’è un piccolo inquisitore anche in noi stessi.

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Gente che ha bisogno di rilasciare patentini, di mettere bolli, di spulciare codici e codicilli, che riduce la fede e l’incontro con Dio a protocollo da osservare pena sanzione comminata. E allora alzano il sopracciglio quando qualcosa o qualcuno è, a parer loro, fuori dalle regole.

Quelle attribuite alla volontà divina e che, invece, quasi sempre, molto più banalmente, sono frutto dei nostri ragionamenti e delle nostre (belle e sane) consuetudini. Così fanno con Gesù i capi dei sacerdoti e gli scribi: con quale autorità si è permesso di fare quel pandemonio nel tempio? Come si è permesso? Chi si crede di essere?

Non ha titoli di studio, non proviene da famiglie altolocate, non appartiene nemmeno alla tribù sacerdotale, è solo un provincialotto del Nord, e quindi? Chi gli ha dato l’autorità per fare quel parapiglia? E Gesù, grande Gesù, ribatte.

Glielo dirà ma prima devono esprimere un giudizio sul Battista, senza nessun mandato di autorità, anzi molto critico col tempio, e decisamente più irritante del Nazareno. Veniva da Dio o meno? Grande mossa del Signore!

Per loro, che vedevano il Battista col fumo negli occhi, ovviamente non veniva da Dio. Non quel rompiscatole! Che passava il tempo nel deserto a raccogliere gente che scendeva da Gerusalemme nonostante il tempio! E i riti! Una cosa da non credere… No, non veniva da Dio. Solo che la folla, tutta la folla, pensava il contrario.

Quindi, da bravi vigliacchi, non osano dire quello che pensano. È come se Gesù dicesse: guardate a Giovanni, non gli avete creduto eppure veniva da Dio, come sa bene il popolo! Quindi non è avere o non avere l’autorità che fa la differenza!

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Ecco: a volte, davanti a chi si nasconde dietro le regole, bisogna semplicemente tacere e sorridere, e preoccuparsi di fare la volontà di Dio, anche quando non coincide esattamente con quanto abbiamo deciso sia giusto o non sia giusto.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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